«Sul palazzo intervenga la magistratura»
di Dario Budroni
Il sindaco Nizzi sul tugurio di viale Aldo Moro: «Responsabilità da verificare». Carbini (Liberi): «Situazione grave per la città»
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OLBIA. Il tempo sta per scadere. Ancora pochi giorni e poi scatterà lo sgombero. Il sindaco Settimo Nizzi lo ha detto in consiglio comunale: il palazzone di viale Aldo Moro trasformato in una discarica è inabitabile e al suo interno non può quindi ospitare delle famiglie, alcune delle quali con minori. Inoltre, il primo cittadino ha puntato il dito contro chi ha permesso che il grande stabile diventasse una bomba sociale ed ecologica. «Ci sono anche dei costi, che verranno addebitati alla proprietà – dice il sindaco Nizzi –. Sarà poi la magistratura a verificare la responsabilità di questo grave danno ambientale e anche amministrativo». Il caso dell’edificio privato che si affaccia su viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi, da anni abbandonato a se stesso e finito al centro di pericolosi giri di spaccio, prostituzione, presunti affitti in nero e occupazioni abusive, ha così tenuto banco nel consiglio comunale di ieri. È stata l’interpellanza presentata dall’opposizione, e illustrata in aula dal consigliere Eugenio Carbini di Liberi Insieme, a innescare il botta e risposta con il sindaco.
Situazione attuale. Nizzi ha da poco avvisato la proprietà dello stabile, la società Alturcampa, riconducibile al gruppo Pulcini, che è stato avviato l’iter che, alla scadenza del decimo giorno, si concluderà con una ordinanza di inabitabilità e di sgombero. Nel frattempo, la stessa proprietà ha cominciato a portare via il grosso dei rifiuti e ha anche presentato una denuncia in Procura contro ignoti, per via dell’occupazione abusiva di numerosi alloggi. Tutte azioni elencate anche nelle osservazioni al procedimento del Comune presentate dalla proprietà.
Carbini. «Lì dentro sono state violate le norme igienico-sanitarie di base – dice il consigliere di minoranza Eugenio Carbini –. Gli abitanti della zona mi hanno parlato delle loro paure. A quattro metri da viale Aldo Moro avevano una bomba ecologica poi diventata sociale. Si sono verificati accadimenti molti gravi che hanno coinvolto anche coloro che abitavano il fabbricato. Ma attenzione: loro non sono stati certamente carnefici, ma vittime di quello che è capitato. Vedo però che l’azione del Comune è partita e spero che vada avanti. Abbiamo anche saputo che c’è un gruppo imprenditoriale molto importante in rappresentanza della proprietà dell’immobile. Bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni interlocutorie perché coloro che vengono a Olbia a investire devono osservare sia gli onori che gli oneri».
Nizzi. Il sindaco Nizzi ha subito risposto. «È da anni che l’amministrazione pulisce l’edificio, verifica e stimola tutte le persone che hanno interesse in quello stabile, che si propongono di risolvere la situazione per poi far cadere quelle stesse proposte – dice Nizzi –. Ora abbiamo dato dieci giorni di tempo alla proprietà. A breve scadrà il tempo e a quel punto verrà formalmente dichiarata l’inabitabilità dello stabile e il Comune provvederà allo sgombero delle poche famiglie che vivono lì». E a proposito di chi abita nel palazzo, molti alloggi sono stati occupati in maniera abusiva, ma in altri appartamenti vivono (o vivevano) alcune famiglie con minori che avevano sempre raccontato di aver pagato un affitto fino a pochi mesi fa, nonostante il condominio fosse giuridicamente chiuso da oltre un anno. Non è da escludere, dunque, che qualcuno abbia messo in piedi un giro di affitti in nero. Un fenomeno a cui ha fatto cenno anche il sindaco: «La polizia locale ha rilevato canoni di affitto in nero».
Situazione attuale. Nizzi ha da poco avvisato la proprietà dello stabile, la società Alturcampa, riconducibile al gruppo Pulcini, che è stato avviato l’iter che, alla scadenza del decimo giorno, si concluderà con una ordinanza di inabitabilità e di sgombero. Nel frattempo, la stessa proprietà ha cominciato a portare via il grosso dei rifiuti e ha anche presentato una denuncia in Procura contro ignoti, per via dell’occupazione abusiva di numerosi alloggi. Tutte azioni elencate anche nelle osservazioni al procedimento del Comune presentate dalla proprietà.
Carbini. «Lì dentro sono state violate le norme igienico-sanitarie di base – dice il consigliere di minoranza Eugenio Carbini –. Gli abitanti della zona mi hanno parlato delle loro paure. A quattro metri da viale Aldo Moro avevano una bomba ecologica poi diventata sociale. Si sono verificati accadimenti molti gravi che hanno coinvolto anche coloro che abitavano il fabbricato. Ma attenzione: loro non sono stati certamente carnefici, ma vittime di quello che è capitato. Vedo però che l’azione del Comune è partita e spero che vada avanti. Abbiamo anche saputo che c’è un gruppo imprenditoriale molto importante in rappresentanza della proprietà dell’immobile. Bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni interlocutorie perché coloro che vengono a Olbia a investire devono osservare sia gli onori che gli oneri».
Nizzi. Il sindaco Nizzi ha subito risposto. «È da anni che l’amministrazione pulisce l’edificio, verifica e stimola tutte le persone che hanno interesse in quello stabile, che si propongono di risolvere la situazione per poi far cadere quelle stesse proposte – dice Nizzi –. Ora abbiamo dato dieci giorni di tempo alla proprietà. A breve scadrà il tempo e a quel punto verrà formalmente dichiarata l’inabitabilità dello stabile e il Comune provvederà allo sgombero delle poche famiglie che vivono lì». E a proposito di chi abita nel palazzo, molti alloggi sono stati occupati in maniera abusiva, ma in altri appartamenti vivono (o vivevano) alcune famiglie con minori che avevano sempre raccontato di aver pagato un affitto fino a pochi mesi fa, nonostante il condominio fosse giuridicamente chiuso da oltre un anno. Non è da escludere, dunque, che qualcuno abbia messo in piedi un giro di affitti in nero. Un fenomeno a cui ha fatto cenno anche il sindaco: «La polizia locale ha rilevato canoni di affitto in nero».
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