Trenta tonnellate di solidarietà per l’Ucraina
Partito il primo carico di alimenti e medicine per chi fugge dalla guerra. La vicinanza del Consiglio
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Il lungo camion è stato riempito di scatole e scatoloni. Trenta tonnellate di solidarietà da distribuire tra chi ha varcato il confine per lasciarsi alle spalle missili, sirene antiaeree e palazzi sventrati. Dopo giorni di raccolte e puro volontariato, ieri sera è partito da Olbia il primo carico di aiuti umanitari destinato alla popolazione ucraina in fuga dalla guerra. È il frutto della generosità dei cittadini di tutta la Sardegna, che hanno spedito in città beni di prima necessità di ogni tipo. In un grande spazio all’interno del Delta Center, nei giorni scorsi messo a disposizione gratuitamente dall’imprenditore Gavino Murrighile, olbiesi e ucraini hanno lavorato sodo per raccogliere e smistare la merce. E così ieri, da quello che è il principale punto di raccolta del territorio, messo in piedi insieme all’Organizzazione cittadini immigrati, il primo carico ha potuto lasciare la città a bordo del camion messo a disposizione dall’azienda Lucianu (da Olbia fino a Piacenza), mentre la Grimaldi ha offerto il viaggio in nave. A finanziare con 1480 euro il trasporto da Piacenza fino al confine tra Polonia e Ucraina è stata invece l’Unasca, l’associazione delle autoscuole per la quale la segretaria provinciale è Tiziana Oggianu della Nuova autoscuola, che si è anche occupata della logistica. Nel giro di pochi giorni, grazie a una rete dei solidarietà che ha coinvolto tutta l’isola, per un totale di trenta tonnellate sono stati raccolti alimenti per lattanti e bambini piccoli, pasta, pane, scatolame, biscotti, latte, pelati, prodotti per l’igiene e la cura della persona e per la pulizia degli ambienti. E poi ancora medicinali, disinfettanti, biberon, pannolini e anche cibo per gli animali domestici.
Il consiglio comunale. A esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione ucraina – rappresentata anche nell’aula di via Garibaldi – è stato, all’unanimità, il consiglio comunale che si è riunito ieri pomeriggio. Il sindaco Settimo Nizzi, poi presente anche alla partenza del primo carico di beni per il confine ucraino, ha spiegato che il Comune darà la massima disponibilità nelle attività di supporto e di accoglienza. Allo stesso tempo il sindaco ha invitato i cittadini ad avere come unico punto di riferimento le istituzioni e le organizzazioni ufficialmente riconosciute. «Non donate i vostri soldi a nessuno – ha detto Nizzi –. Fatelo solo attraverso raccolte e Iban ben precisi». L’assessora alle Politiche sociale, Simonetta Lai, ha invece illustrato le azioni messe in campo dall’amministrazione comunale, che si sta coordinando innanzitutto con la Prefettura. La minoranza ha srotolato e appeso ai banchi del consiglio una grande bandiera con i colori dell’Ucraina.
Cittadinanza onoraria. Sempre in consiglio comunale, Maria Teresa Piccinnu, del Movimento 5 stelle, ha chiesto che a condannare apertamente la guerra sia anche Roustam Tariko, il magnate russo della vodka (ex patron dell’Olbia calcio) che da anni vive a Porto Rotondo e al quale il Comune, nel settembre del 2020, ha conferito la cittadinanza onoraria. «Si deve esprimere in maniera netta – dice Piccinnu –. Se questa richiesta verrà ignorata, chiederò il ritiro dell’onorificenza». (d.b.)
Il consiglio comunale. A esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione ucraina – rappresentata anche nell’aula di via Garibaldi – è stato, all’unanimità, il consiglio comunale che si è riunito ieri pomeriggio. Il sindaco Settimo Nizzi, poi presente anche alla partenza del primo carico di beni per il confine ucraino, ha spiegato che il Comune darà la massima disponibilità nelle attività di supporto e di accoglienza. Allo stesso tempo il sindaco ha invitato i cittadini ad avere come unico punto di riferimento le istituzioni e le organizzazioni ufficialmente riconosciute. «Non donate i vostri soldi a nessuno – ha detto Nizzi –. Fatelo solo attraverso raccolte e Iban ben precisi». L’assessora alle Politiche sociale, Simonetta Lai, ha invece illustrato le azioni messe in campo dall’amministrazione comunale, che si sta coordinando innanzitutto con la Prefettura. La minoranza ha srotolato e appeso ai banchi del consiglio una grande bandiera con i colori dell’Ucraina.
Cittadinanza onoraria. Sempre in consiglio comunale, Maria Teresa Piccinnu, del Movimento 5 stelle, ha chiesto che a condannare apertamente la guerra sia anche Roustam Tariko, il magnate russo della vodka (ex patron dell’Olbia calcio) che da anni vive a Porto Rotondo e al quale il Comune, nel settembre del 2020, ha conferito la cittadinanza onoraria. «Si deve esprimere in maniera netta – dice Piccinnu –. Se questa richiesta verrà ignorata, chiederò il ritiro dell’onorificenza». (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
