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Al teatro del Carmine di Tempio arriva “Il barbiere” danzante

Al teatro del Carmine di Tempio arriva “Il barbiere” danzante

TEMPIO. Sono cinque le date della tournée sarda di Artemis Danza che tra il 12 (quindi, quest’oggi) e il 16 marzo metterà in scena “Il barbiere di Siviglia” di Monica Casadei. L’unica data gallurese...

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TEMPIO. Sono cinque le date della tournée sarda di Artemis Danza che tra il 12 (quindi, quest’oggi) e il 16 marzo metterà in scena “Il barbiere di Siviglia” di Monica Casadei. L’unica data gallurese è quella di lunedì 14 (ore 21) al teatro del Carmine di Tempio. Un’occasione quasi unica per gli amanti della danza e gli estimatori della musica di Gioacchino Rossini, il geniale compositore di Pesaro nel nome del quale proprio di recente Tempio ha stretto un rapporto di gemellaggio con la città marchigiana che gli ha dato i natali. L’idea di una trasposizione “animata” e danzata del classico rossiniano era stata concepita da Monica Casadei in occasione della ricorrenza dei 150 anni dalla morte dell’artista. Dopo il debutto messo in scena ovviamente a Pesaro, “Il barbiere di Siviglia” di Monica Casadei ha fatto il giro di molti teatri nazionali e non solo, grazie alla compagnia Artemis. Fa tappa finalmente anche nell’isola con un solo spettacolo in Gallura. Il Rossini “danzante” è stato pensato come un avveniristico e coloratissimo balletto d’azione, alla cui originalità hanno contribuito anche i costumi realizzati dall’artista visiva Daniela Usai e le elaborazioni musicali di Luca Vianini, compositore che si è confrontato con il geniale musicista pesarese e l’istrionismo del suo celebre Figaro, il barbiere dalle mille identità. Nell’interpretazione che ne offre Monica Casadei Figaro appare come il prototipo dell’uomo di mondo che sente di essersi realizzato. È mosso da un vitalismo esuberante e calcolatore che fa sì che possa soddisfare le aspettative di una società che impone tempi e consegne sempre più rigidi. Il Figaro della compagnia Artemis ha un’identità collettiva, che abolisce anche le classiche distinzioni di genere. Diventa, a suo modo, l’interprete dei movimenti compulsivi e accelerati della modernità e del caotico vivere sociale, di cui accetta le regole. (g.pu.)

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