La Nuova Sardegna

Olbia

Viaggio nel futuro con la grande fiera dell’innovazione

di Paolo Ardovino
Viaggio nel futuro con la grande fiera dell’innovazione

A luglio nuovo appuntamento con Maker faire Sardinia In vetrina gli artigiani della meccanica e dell’elettronica

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OLBIA. Si può dire che a ottobre 2020, tra l’altro in piena pandemia, l’ottimo risultato della fiera sia stato il trampolino di lancio. Il fu “Maker island” indossa l’abito da sera e diventa “Maker faire Sardinia”. La grande fiera dedicata all’innovazione resta a Olbia ma rappresenta quantomeno tutta la regione. Annunciate nei giorni scorsi le date, dall’1 al 3 luglio 2022, l’ingegnere Antonio Burrai, presidente del Fab Lab ideatore dell’evento, spiega il work in progress (con diversi anglicismi appunto, ma sono necessari).

Rete internazionale. Innanzitutto, si parte dalla prima edizione, «un episodio pilota», che «alla luce dei buoni risultati come partecipazione di pubblico e di espositori, ci ha convinti a provare a entrare nella community internazionale». Maker faire è un brand che riunisce tutte le città del mondo che ospitano annualmente eventi e fiere rivolte appunto al concetto dei maker («gli artigiani dell’innovazione»). Meccanica, meccatronica, elettronica. Un’idea di futuro che non si limita all’evanescente digitale ma è coniugata a livello pratico. Nel 2020 il museo archeologico – sede confermata anche per luglio – aveva ospitato banchi di creazioni con la stampa 3D e utensili costruiti con tecnologia ancora poco nota al grande pubblico. «Siamo contenti di essere stati accettati, e possiamo vantarci di non rappresentare una singola città come le altre faire italiane, Roma, Trieste e Torino, ma l’intera isola», spiega Antonio Burrai.

Glocal. Un anno e mezzo fa, l'iniziativa si era dimostrata un'occasione per conoscere anche piccole realtà della quotidianità sarda. Fu in particolare il caso di due giovani di Tula, Raffaele Puddu e Simone Congiu, tra i più fotografati insieme ad armature e oggetti cosplay costruiti con stampanti 3D. Ne hanno fatto un mestiere. Il concetto-base della prossima estate gira attorno al Glocal, crasi tra global e local, e per spiegarla viene citato “Lettera a un giovane sardo” dell’antropologo Bachisio Bandinu: la dicotomia che vivono i giovani ancora oggi, collegati col mondo ma calati in un contesto con i suoi limiti.

Cosa aspettarsi. Il museo verrà suddiviso in due grandi aree: «al piano terra la parte espositiva, abbiamo cominciato la call for maker e anche stavolta avremo espositori non solo locali. Tra i temi, grazie a una collaborazione internazionale parleremo anche di fashion tech e textile – illustra l’organizzatore –. Prenderà vita il progetto di una mostra d’arte, dove la tecnologia è intesa nella sua accezione più ampia. Il primo piano è dedicato alla videogame art, per far conoscere un mondo davvero grande». Stand, esposizioni, interazioni, l’evento verrà raccontato con una serie di conferenze e talk di livello nonché con una tv dedicata su Twitch. «E poi la componente educativa: saranno giornate ricche di attività laboratoriali, per i giovani e per i “nonni digitali”, creando una vera e propria offerta formativa a partire dal 28 giugno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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