La voce dei bambini per le vie del paese: Putin, ferma la guerra
di Pietro Zannoni
Gli alunni di Calangianus alla manifestazione per la pace Raccolto l’appello di Auser, Parrocchia e Ipia Giagheddu
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CALANGIANUS. «Signor Putin, si deve fermare. Lei non sa i danni e le tragedie che sta provocando con la guerra. Noi ragazzi vogliamo un mondo libero e pieno di pace». E ancora. «Putin, come puoi essere così insensibile? Perché vuoi assicurarti nella storia un posto di spietato e sanguinario dittatore? Diventa anche tu un paladino di pace».
Sono stati questi alcuni degli spunti delle lettere rivolte a Vladimir Putin, più volte nominato, supplicato, invitato a fermare la guerra. «Ma ci sentirà Putin?» Chiedeva un dubbioso bimbo di quinta elementare alla madre che gli sorrideva. Messaggi scritti e letti a mezzogiorno, nel cuore di Calangianus, dai ragazzi delle scuole durante la manifestazione per la pace. Una “marcia” promossa da Auser, Parrocchia e “Ipia “Giagheddu” che si era mossa dallo scolastico. Un centinaio di adolescenti ha attraversato l’antica Carrera Longa. Erano fieri di presentare i cartelloni quasi protetti dalle bandiere arcobaleno degli adulti (Cgil e Auser). Dovevano procedere in silenzio ma ad un certo punto non ce l’hanno fatta. Hanno gridato con le loro voci infantili “Ucraina! Ucraina!”.
Un gesto di vicinanza e solidarietà verso sfortunati coetanei di un paese lontano. E poi tutti a sedersi sulla scalinata del complesso parrocchiale che faceva da sfondo ai convenuti. Ne è scaturita, con tutti a mostrare scritte e cartelloni contro la guerra e in favore della pace, una assemblea provocata dalla tragedia che i media hanno portato nelle case e che ha sconvolto anche loro.
Le lettere e i pensieri degli scolari erano frutto del lavoro proposto a scuola dalle professoresse Maria Giovanna Frassetto e Fiammetta Russo. «La scuola non poteva non riflettere - ha esordito la Frassetto - su ciò che sta succedendo in Ucraina. E i ragazzi si sono mostrati sensibili, ricettivi e sono diventati protagonisti. Devono essere aiutati a capire ciò che sta succedendo perchè siamo tornati indietro di 80 anni. Speriamo che Putin e Zelensky si siedano attorno ad un tavolo».
Alla fine il grazie della presidente Auser Giovanna Romano ai convenuti e a tutti quelli che hanno contribuito per la riuscita dell’evento e il saluto del sindaco Fabio Albieri che ha ricordato come anche Calangianus si stia mobilitando per accogliere i profughi ucraini aggiungendo che «ancora più forte deve essere l’impegno per la pace nel mondo».
Sono stati questi alcuni degli spunti delle lettere rivolte a Vladimir Putin, più volte nominato, supplicato, invitato a fermare la guerra. «Ma ci sentirà Putin?» Chiedeva un dubbioso bimbo di quinta elementare alla madre che gli sorrideva. Messaggi scritti e letti a mezzogiorno, nel cuore di Calangianus, dai ragazzi delle scuole durante la manifestazione per la pace. Una “marcia” promossa da Auser, Parrocchia e “Ipia “Giagheddu” che si era mossa dallo scolastico. Un centinaio di adolescenti ha attraversato l’antica Carrera Longa. Erano fieri di presentare i cartelloni quasi protetti dalle bandiere arcobaleno degli adulti (Cgil e Auser). Dovevano procedere in silenzio ma ad un certo punto non ce l’hanno fatta. Hanno gridato con le loro voci infantili “Ucraina! Ucraina!”.
Un gesto di vicinanza e solidarietà verso sfortunati coetanei di un paese lontano. E poi tutti a sedersi sulla scalinata del complesso parrocchiale che faceva da sfondo ai convenuti. Ne è scaturita, con tutti a mostrare scritte e cartelloni contro la guerra e in favore della pace, una assemblea provocata dalla tragedia che i media hanno portato nelle case e che ha sconvolto anche loro.
Le lettere e i pensieri degli scolari erano frutto del lavoro proposto a scuola dalle professoresse Maria Giovanna Frassetto e Fiammetta Russo. «La scuola non poteva non riflettere - ha esordito la Frassetto - su ciò che sta succedendo in Ucraina. E i ragazzi si sono mostrati sensibili, ricettivi e sono diventati protagonisti. Devono essere aiutati a capire ciò che sta succedendo perchè siamo tornati indietro di 80 anni. Speriamo che Putin e Zelensky si siedano attorno ad un tavolo».
Alla fine il grazie della presidente Auser Giovanna Romano ai convenuti e a tutti quelli che hanno contribuito per la riuscita dell’evento e il saluto del sindaco Fabio Albieri che ha ricordato come anche Calangianus si stia mobilitando per accogliere i profughi ucraini aggiungendo che «ancora più forte deve essere l’impegno per la pace nel mondo».
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