Ai camionisti la solidarietà dei tassisti
Trenta taxi al porto per manifestare contro il caro gasolio: «Un problema di tutti»
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OLBIA. Un carosello di auto bianche per esprimere la loro solidarietà. Al presidio degli autotrasportatori, che da lunedì anima il viale che porta all’Isola Bianca, ieri mattina si sono presentati anche circa trenta tassisti di Olbia, Arzachena e Golfo Aranci. Pure loro hanno voluto aderire in qualche modo alla battaglia di chi protesta contro il caro carburante. «Vogliamo manifestare insieme agli altri cittadini perché questo è un problema che tocca tutti, anche chi non ha una auto – spiega Riccardo Meloni, tassista con licenza a Olbia –. La situazione è insostenibile. I camionisti, per andare e tornare da Cagliari, spendono anche 500 euro di gasolio. Senza poi contare tutti gli altri costi. Ormai non è più sostenibile». Un caro carburante che sta colpendo anche chi lavora a bordo di un taxi. «Le nostre auto non consumano quanto i camion – prosegue Meloni –. Ma anche noi siamo in difficoltà. Il nostro lavoro è stagionale e per sette mesi non vediamo nessuno, ma assicuriamo comunque il servizio. Spesso, in questo periodo, non facciamo neanche un viaggio. Ma per arrivare negli stalli, il nostro posto di lavoro, il gasolio lo consumiamo». Sulla stessa linea Salvatore Careddu di Arzachena. «Siamo solidali con gli autotrasportatori – commenta –. I costi sono ormai troppo alti. Se non caleranno, avremo serie difficoltà anche noi. Potremmo rivedere le tariffe del tassametro. Speriamo che si riesca a sensibilizzare il Governo». A fine mattinata, i tassisti, a bordo delle loro auto bianche, hanno sfilato tra gli applausi davanti agli autotrasportatori che da lunedì stanno dando vita al blocco nel porto dell’Isola Bianca. Poco prima, alcuni camionisti che trasportavano della merce deperibile – una decina – hanno abbandonato il presidio al quarto giorno di protesta, scortati dalla polizia. Sono voltati fischi e insulti dal grosso dei presenti, ma alcuni autotrasportatori hanno sottolineato l’importanza di far andare via i mezzi carichi di merce che non poteva più restare ferma in porto. (d.b.)
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