La Nuova Sardegna

Olbia

Cala di Volpe, via alla stagione

di Stefania Puorro
Cala di Volpe, via alla stagione

Ha aperto ieri l’albergo principe della Costa Smeralda: per l’occasione un evento dedicato ai motori

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PORTO CERVO. Era nei piani. L’apertura anticipata del Cala di Volpe era stata annunciata già lo scorso ottobre. E ieri l’albergo principe della Costa Smeralda ha spalancato le sue porte. Lo ha fatto in punta di piedi, anche se con un evento “rumoroso”, dedicato ai motori: un atto di coraggio, in questo momento così difficile e delicato a causa della guerra in Ucraina. Con la speranza «di un cessate il fuoco immediato», come dice la Cgil, «per far partire una stagione turistica che, secondo noi, sarà promettente. Arriveranno soprattutto tedeschi, inglesi, svizzeri e americani».

E molti sceglieranno proprio il Cala di Volpe che, sino a fine mese, ospiterà cinquecento tra giornalisti e influencer di tutto il mondo. Saranno loro, sulle strade della Gallura e del Nuorese, a provare il nuovo Suv Aston Martin, il più potente del mondo (700 cavalli): il “DBX-707”. Che fa rima con 007. E non è mica un caso. Perché ritorna subito in mente una della auto cinematografiche più famose in assoluto: l’Aston Martin DB5 di James Bond che apparve già dal 1964. Due anni dopo la nascita della Costa Smeralda.

Oggi, in questo paradiso che ha appena compiuto 60 anni, si è dunque dato il via alla stagione prima del solito. Ma anche se l’apertura del Cala di Volpe è avvenuta senza proclami, c’è chi lo ha comunque saputo anche se da molto lontano. E così proprio ieri (e qui l’evento non c’entra nulla) è arrivato un cliente straniero storico con la sua famiglia.

«Una grande notizia oltre che una rilevante novità – hanno detto Luisa di Lorenzo, segretaria generale Cgil Gallura, e Danilo Deiana, segretario generale Filcams Gallura –: il Cala di Volpe che apre prima del previsto è un ottimo segnale anche se la stagione vera e propria partirà a Pasqua (17 aprile). Poi, però, ci saranno i ponti del 25 aprile e del 1° maggio. È chiaro che siamo fortemente preoccupati per l’instabilità geopolitica generata dalla guerra in Ucraina e il nostro primo pensiero va alle popolazioni colpite, consci del fatto che il prezzo più alto lo pagano i civili, i più fragili, i bambini, le donne, gli anziani. Ribadiamo la nostra totale condanna sull’azione della Russia e auspichiamo la fine del conflitto. Ma non possiamo sottacere che gli effetti diretti e indiretti di questa guerra potrebbero ripercuotersi negativamente sul tessuto economico e sociale della Gallura che rappresenta il 10% del territorio e della popolazione della Sardegna. Gli indicatori pre-pandemia, relativi quindi al 2019, ci dicono che il 46% degli stranieri che sceglie la Sardegna come meta delle proprie vacanze sbarca all’aeroporto di Olbia e il 43% vi alloggia. Quasi il 60% delle presenze turistiche è rappresentato dagli stranieri e dunque la Gallura può essere definita la provincia più internazionale della Sardegna». Al primo posto (i dati annuali sono del 2019) tra i turisti europei c’è la Germania, con 991mila presenze; poi la Francia con 651 mila; il Regno Unito con 335mila; la Svizzera con 303mila; la Spagna con 145mila; i Paesi Bassi con 127mila; l’Austria con 119mila; la Polonia con 103mila; la Russia con 69mila presenze e gli Stati Uniti con oltre 55mila presenze. «Si presume quindi che la fetta di mercato legata al turismo russo – continuano dalla Cgil – verrà a mancare. Qualora ciò si verificasse chiediamo che lo Stato si assuma la responsabilità, attraverso l’applicazione del decreto legge 109 del 2007 articolo 12, di ridurre al minimo l’impatto economico e quindi sociale mantenendo inalterati i livelli occupazionali delle società di russi coinvolte dai congelamenti. Tuttavia l'avvio della stagione turistica 2022 promette bene perché è più che probabile un ritorno degli stranieri che nel corso del 2020 e del 2021 sono mancati. Questo dimostra anche la forza del territorio Gallura e Costa Smeralda, con un turismo fortemente internazionale e diversificato».



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