Tariffe di ormeggio il Consiglio di Stato boccia il Comune
di Claudio Inconis
Palau. Vince la Petagus, confermata la sentenza del Tar Tonino Atria: «Da 10mila a 20mila euro, aumento assurdo»
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PALAU. Aumenti ingiustificati: il Consiglio di Stato rigetta il ricorso del Comune e blocca le tariffe d'ormeggio. Dopo il Tar anche il massimo grado nazionale dà ragione al procedimento intentato dalla società Petagus sas, che nel 2020 aveva impugnato tre delibere con cui venivano modificate al rialzo le tariffe di ormeggio al porto turistico palaese, vedendo pronunciarsi a favore i gradi di giudizio regionale e nazionale. Nella sentenza del Consiglio di Stato viene evidenziato che i provvedimenti sono illegittimi in quanto «sarebbe assente qualsiasi considerazione del collegamento tra l’aumento dei canoni per i posti barca e presunto aumento dei costi dei servizi erogati dal Comune», rifiutando anche il raffronto con altri porti in quanto «non sarebbe corretto fare riferimento ai diversi regimi tariffari applicati in altre realtà portuali, per di più individuate in modo arbitrario, trattandosi di realtà del tutto diverse tra loro e non sovrapponibili». Considerazioni che confermano quanto già sentenziato dal Tar regionale nell'aprile 2021. «Ora vogliamo vedere se intendono andare al Consiglio d'Europa ma, in quel caso, non potranno usare i fondi pubblici come fatto finora con spreco di 15mila euro» commenta Tonino Atria, titolare della Petagus sas, che accoglie con soddisfazione la sentenza: «Un atto dovuto contro quello che stiamo vivendo come una vera persecuzione da parte dell'amministrazione, che di anno in anno sta limitando la possibilità di lavorare danneggiando noi e, indirettamente, tutto il paese. Nel caso specifico, abbiamo reputato assurdo un aumento simile delle tariffe proprio mentre scoppiava la pandemia e non c'era nessuna certezza sul futuro, oltre al fatto che le tariffe sono già decisamente più alte, ma era assurdo un salto tariffario da 10mila euro a oltre 20mila». Un'importante battaglia necessaria, dice Atria, che comunque esprime amarezza per non aver avuto il sostegno degli altri operatori: «Cui ora intendo rivolgere un accorato appello per coprire le spese legali, visto che la sentenza chiede la compensazione tra le parti. La sentenza garantisce un beneficio a tutti i barcaioli, quindi sarebbe quanto mai importante vedere da parte loro una forma di solidarietà nei miei confronti».
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