Olbia, Valdettaro sbarca a Cala Saccaia
di Giandomenico Mele
Il cantiere ligure punta su maxi e super yacht. Lavori in un’area affacciata sul promontorio di Sa Testa
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OLBIA. Il distretto della nautica più importante del Mediterraneo diventa realtà . Cala Saccaia punta a diventare un polo di prestigio a livello internazionale, investendo sempre di più sulle imbarcazioni di lunghezza superiore ai 40 metri. Maxi, super e mega yacht rappresentano il futuro per larghe fette di economia del territorio. Gli ultimi in ordine di tempo sono i rappresentanti della famiglia Vanelo, titolari dei cantieri Valdettaro, con la “Industrie Cala Saccaia srl”, il cui nome potrebbe presto diventare Valdettaro group Sardegna. Da La Spezia a Olbia per puntare proprio su maxi e super yacht, con un cantiere che si affaccia sul promontorio di Sa Testa, alla fine di Cala Saccaia. Gli ultimi progetti presentati riguardano una variante in corso d’opera con l’inserimento in banchina di un corpo per realizzare un centro servizi di accoglienza. Poi un nuovo capannone per i servizi di rimessaggio. Grandi investimenti e aspettative, coltivate insieme al Consorzio industriale Cipnes e al Comune di Olbia. Con un messaggio sui lavori di escavo al porto, per accelerare l’ingresso nella canaletta dei giganti del mare che muoveranno l’economia blu di Olbia e della Gallura.
Il cantiere. «La settimana prossima ultimeremo i lavori di escavo del fondale, entro un mese saremo operativi con i primi alaggi – spiega Ugo Vanelo, classe 1973, imprenditore della nautica, uno dei nuovi investitori nel distretto del Cipnes -. La nostra struttura è orientata ad ospitare imbarcazioni di medie e grandi dimensioni, superiori ai 40 metri e sotto i 60. Abbiamo studiato un grande piazzale di circa 5 ettari e stiamo realizzando un capannone di 2 mila metri quadri. Abbiamo una banchina di 200 metri e un travel lift che può caricare fino a 800 tonnellate». L’investimento dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro e a regime, compresi gli stagionali, il cantiere dovrebbe dare lavoro fino a un massimo di 100 persone, con 30 dipendenti fissi.
La strategia. Vanelo ha scelto Olbia con visione strategica. Punta alla valorizzazione degli spazi attraverso un’offerta completa, che prevede futuri investimenti su servizi per la nautica, che possono comprendere anche un bar e un ristorante. «Abbiamo trovato terreno fertile nel Comune e nel Cipnes, che condividono il progetto di trasformazione del distretto produttivo in funzione della nautica – spiega l’imprenditore–. Questo ha spinto il nostro gruppo a investire, sperando che si segua quanto fatto a La Spezia, dove c’è la nostra sede principale, che oggi ospita i più grandi player a livello internazionale. Vorrei che Olbia coltivasse questa lungimiranza, dotandosi delle strutture logistiche per accogliere le imbarcazioni di grandi dimensioni».
Il porto. Qui la richiesta per l’intervento sulla canaletta di accesso al porto. «Aumentare il pescaggio produrrebbe un indotto economico importante, soprattutto puntando sui grandi yacht e gli effetti che avrebbero sul sistema ricettivo ed immobiliare – sottolinea Vanelo -. Attualmente i comandanti non arrivano a Olbia, ma preferiscono andare a Palma di Maiorca per i servizi che offre. Dobbiamo superare questi limiti».
L’indotto. Secondo Ugo Vanelo barche di queste dimensioni hanno equipaggi che starebbero tutto l’inverno a Olbia. «Noi abbiamo investito, chiediamo il supporto di istituzioni ed operatori. Uno yacht di 50 metri fattura tra i 2 e i 3 milioni all’anno. Serve costruire un sistema di accoglienza anche all’interno del distretto della nautica, nonostante il centro di Olbia sia vicinissimo», prosegue l’imprenditore ligure. L’idea, quindi, è quella di un cantiere classico, ma anche con spazi verdi e all’insegna della sostenibilità. «Le attività commerciali rappresentano certamente il futuro dello sviluppo di Cala Saccaia, che ci sarà se si avrà la capacità di attirare i grandi equipaggi – conclude Vanelo –. Noi punteremo sulla formazione, vogliamo far crescere la città e i suoi mestieri, dando opportunità ai giovani». Poi la scelta di Olbia, davanti all’alternativa degli sviluppi della cantieristica navale anche nl sud Sardegna. «Cagliari è bellissima, ma troppo distante dal traffico più importante del Mediterraneo – spiega ancora Vanelo –. Olbia ha la Costa Smeralda, Porto Rotondo, l’arcipelago della Maddalena, posti bellissimi, unici al mondo, non paragonabili ad altri. Lavoriamo con il sindaco Nizzi e il direttore Carta per portare avanti il nostro progetto qui a Cala Saccaia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il cantiere. «La settimana prossima ultimeremo i lavori di escavo del fondale, entro un mese saremo operativi con i primi alaggi – spiega Ugo Vanelo, classe 1973, imprenditore della nautica, uno dei nuovi investitori nel distretto del Cipnes -. La nostra struttura è orientata ad ospitare imbarcazioni di medie e grandi dimensioni, superiori ai 40 metri e sotto i 60. Abbiamo studiato un grande piazzale di circa 5 ettari e stiamo realizzando un capannone di 2 mila metri quadri. Abbiamo una banchina di 200 metri e un travel lift che può caricare fino a 800 tonnellate». L’investimento dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro e a regime, compresi gli stagionali, il cantiere dovrebbe dare lavoro fino a un massimo di 100 persone, con 30 dipendenti fissi.
La strategia. Vanelo ha scelto Olbia con visione strategica. Punta alla valorizzazione degli spazi attraverso un’offerta completa, che prevede futuri investimenti su servizi per la nautica, che possono comprendere anche un bar e un ristorante. «Abbiamo trovato terreno fertile nel Comune e nel Cipnes, che condividono il progetto di trasformazione del distretto produttivo in funzione della nautica – spiega l’imprenditore–. Questo ha spinto il nostro gruppo a investire, sperando che si segua quanto fatto a La Spezia, dove c’è la nostra sede principale, che oggi ospita i più grandi player a livello internazionale. Vorrei che Olbia coltivasse questa lungimiranza, dotandosi delle strutture logistiche per accogliere le imbarcazioni di grandi dimensioni».
Il porto. Qui la richiesta per l’intervento sulla canaletta di accesso al porto. «Aumentare il pescaggio produrrebbe un indotto economico importante, soprattutto puntando sui grandi yacht e gli effetti che avrebbero sul sistema ricettivo ed immobiliare – sottolinea Vanelo -. Attualmente i comandanti non arrivano a Olbia, ma preferiscono andare a Palma di Maiorca per i servizi che offre. Dobbiamo superare questi limiti».
L’indotto. Secondo Ugo Vanelo barche di queste dimensioni hanno equipaggi che starebbero tutto l’inverno a Olbia. «Noi abbiamo investito, chiediamo il supporto di istituzioni ed operatori. Uno yacht di 50 metri fattura tra i 2 e i 3 milioni all’anno. Serve costruire un sistema di accoglienza anche all’interno del distretto della nautica, nonostante il centro di Olbia sia vicinissimo», prosegue l’imprenditore ligure. L’idea, quindi, è quella di un cantiere classico, ma anche con spazi verdi e all’insegna della sostenibilità. «Le attività commerciali rappresentano certamente il futuro dello sviluppo di Cala Saccaia, che ci sarà se si avrà la capacità di attirare i grandi equipaggi – conclude Vanelo –. Noi punteremo sulla formazione, vogliamo far crescere la città e i suoi mestieri, dando opportunità ai giovani». Poi la scelta di Olbia, davanti all’alternativa degli sviluppi della cantieristica navale anche nl sud Sardegna. «Cagliari è bellissima, ma troppo distante dal traffico più importante del Mediterraneo – spiega ancora Vanelo –. Olbia ha la Costa Smeralda, Porto Rotondo, l’arcipelago della Maddalena, posti bellissimi, unici al mondo, non paragonabili ad altri. Lavoriamo con il sindaco Nizzi e il direttore Carta per portare avanti il nostro progetto qui a Cala Saccaia».
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