La Nuova Sardegna

Olbia

«Ci ha chiesto scusa, ritiro la querela»

«Ci ha chiesto scusa, ritiro la querela»

Costa Smeralda. Covid e discoteche: il sindaco Roberto Ragnedda perdona Flavio Briatore per gli insulti dell’estate 2020

3 MINUTI DI LETTURA





ARZACHENA. Roberto Ragnedda ha deciso che le scuse di Flavio Briatore sono sufficienti. «Rimetto la querela», dice il sindaco di Arzachena, che nell’estate del 2020, per frenare l’invasione del Covid anticipò di un’ora l’orario di chiusura degli intrattenimenti musicali scatenando l’ira del patron del Billionaire. Che riempì sindaco e paese di una serie di insulti che fecero il giro d’Italia, considerato che di mezzo c’erano la Costa Smeralda e colui che con il suo locale si riteneva l’animatore numero uno delle notti di vip e aspiranti tali. «Dopo le scuse a me in quanto sindaco e soprattutto ad Arzachena – spiega Ragnedda – preferisco evitare guerre e mantenere il clima tranquillo. Le sue scuse sono state piene, ha detto di aver sbagliato, che avevamo ragione noi, che i nostri provvedimenti miravano a tutelare interessi più importanti come la salute di tutti, cittadini e turisti, e che eravamo in un momento storico che non aveva capito. Scuse accettate». Dunque, Ragnedda, che di professione fa l’avvocato, rinuncia a portare Flavio Briatore in tribunale in quella che, a occhio, considerati i termini e i modi utilizzati dall’imprenditore in quella estate di fuoco, poteva essere considerata una causa già vinta o quasi, con conseguente richiesta dei danni. «Risarcimenti? No, non cerco soddisfazioni personali – risponde Ragnedda, che due settimane fa ha annunciato che si ricandiderà alle comunali per un secondo mandato – Faccio il sindaco e faccio le mie battaglie per i cittadini del mio paese e ovviamente anche per il mio onore. Fin dall’inizio, nonostante il momento fosse duro e sentissi l’attacco ingiustificato, ho cercato di mantenere l’equilibrio. Ritengo che le scuse ad Arzachena e al sottoscritto siano piene, per me la vicenda si chiude qui».

Il caso era esploso a ferragosto del 2020. Non c’erano i vaccini, allora. Il Covid, che a partire da febbraio-marzo aveva fatto una strage in tutta Italia, si affacciava minaccioso anche sull’estate gallurese, partita in ritardo ma comunque decollata. Gruppi di giovani turisti, sbarcati nell’isola dopo aver folleggiato in altre località di divertimento tra Spagna e Croazia, spargevano il virus tra discoteche e villaggi vacanze. Al punto che, considerata la notorietà dei luoghi, la Sardegna da “unta” diventò presto “untrice” nell’immaginario e nella pubblicistica nazionale. Ragnedda cercò di metterci subito un freno. Con un’ordinanza, accorciò alla mezzanotte l’orario degli intrattenimenti musicali e ne limitò i decibel. Briatore non la prese bene, per dirla con un eufemismo. Attraverso l’amministratore del locale, ne annunciò l’immediata chiusura. Poi, via social, riversò sul sindaco la sua rabbia. In parte, restando nel diritto di critica: «Abbiamo riportato la scena della Costa Smeralda in tutto il mondo e l’abbiamo fatto noi, gli operatori turistici, non certo il sindaco». In parte no: «Questo sindaco è un piccolo arrogante, un piccolo Napoleone che pensa che la fortuna del mondo sia Arzachena, che nessuno sa dove c...o sia. Mica Porto Cervo o Porto Rotondo». E così via, dando peraltro a Ragnedda, che in realtà aderisce ai Riformatori, la patente del sindaco grillino. Poche ore dopo venne fuori che decine di lavoratori del Billionaire erano positivi al Covid. Lo stesso Briatore finì in ospedale, anche se ufficialmente per ragioni diverse. Il patron del Billionaire ci ha pensato per un anno intero, poi a settembre dell’anno scorso ha ammesso il suo errore. «Credo che le critiche che ho fatto a Roberto Ragnedda fossero ingiustificate – ha detto alla Nuova – Sinceramente dobbiamo chiedere scusa al sindaco di Arzachena se ci sono state delle situazioni spiacevoli, ma la realtà dei fatti è che aveva ragione lui. E poi devo chiedere scusa anche ai cittadini di Arzachena. Bisogna essere corretti nella vita». A Roberto Ragnedda basta così. Almeno per questo, Flavio Briatore non dovrà difendersi in tribunale. (a.se.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

Torna la fornace africana: fino a 40 gradi e notti tropicali, la Sardegna si prepara al caldo estremo

Le nostre iniziative