daniela deiana
L’infermiera con i muscoli campionessa di “wellness”
di Paolo Ardovino
OLBIA. In linea con la traduzione letterale dall'inglese, Daniela Deiana usa più di ogni altro il verbo costruire. Costruire il proprio corpo come stile di vita e anche come competizione. Qualche...
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OLBIA. In linea con la traduzione letterale dall'inglese, Daniela Deiana usa più di ogni altro il verbo costruire. Costruire il proprio corpo come stile di vita e anche come competizione. Qualche mese fa è ha vinto il titolo italiano assoluto di bodybuilding e ora punta alle gare professionistiche estere. Ma Daniela, della supereroina ha il fisico e anche la doppia vita: fuori dalla palestra è infermiera al Mater Olbia.
Campionessa. «Non si tratta di quantità ma di qualità», risponde sulla sua alimentazione. Quanto si mangia, quanto ci si allena, quanti sacrifici si facciano, è il cerchio delle curiosità che si hanno di fronte a chi pratica bodybuilding. Daniela Deiana ha 32 anni, da 5 ha cominciato a «costruire» il proprio corpo. In ritardo? Non proprio, lo scorso ottobre ha vinto la Overall San Marino pro ricevendo il pass per confrontarsi, ora, con le bodybuilder pro anche oltralpe, e fa parte della Ifbb pro league, la più importante federazione mondiale. «Gareggio nella categoria “wellness”, dove ci sono fisici come il mio con particolare muscolosità nella parte inferiore».
La quotidianità. Originaria di Ossi, da un anno vive e lavora a Olbia come infermeria al Mater. Non nasconde che spesso tra pazienti e colleghe ci sia curiosità sulla sua attività. «Mi alleno sei giorni a settimana suddivisi per gruppi muscolari. Sessioni da un’ora e mezza-due, è diventato uno dei miei impegni quotidiani da coniugare col lavoro». L’alimentazione prevede tre pasti e altrettanti spuntini al giorno, «più che mangiare tanto direi che è mangiare bene. La maggior parte delle persone che conosco in fin dei conti mangia male, di fretta». Seguita dal coach Stefano Cristantielli, prima di fare bodybuilding «ho sempre fatto sport da piccola. Karate, nuoto, a 15 anni ho scoperto la sala pesi ed è nata la scintilla. Ma solo attorno nel 2017 ho cominciato a pensare a gareggiare. La competizione però è più con me stessa che con gli altri».
Nell'isola. È vero, ci sono molti stereotipi e qualche scetticismo in chi guarda da lontano la sua disciplina, «si tratta di voler stare bene col proprio corpo e soprattutto con la propria testa. Dietro c’è tanta ambizione e quando arrivano i risultati è soddisfacente, tutto qui». Daniela Deiana sa di attirare gli sguardi e i commenti, ci sorride su, «e in famiglia? No, solo qualche battuta, ogni tanto mia madre mi tocca e si sconvolge. Gli altri? Forse mascherano bene, ma non ho mai ricevuto commenti negativi». Il mito di Franco Columbu ha fatto scuola e ispira tutt’ora, negli ultimi anni gli appassionati di bodybuilding in Sardegna stanno aumentando. Ora l’obbiettivo è prepararsi per alcune competizioni internazionali «e sto studiando per laurearmi anche in Scienze motorie».
Campionessa. «Non si tratta di quantità ma di qualità», risponde sulla sua alimentazione. Quanto si mangia, quanto ci si allena, quanti sacrifici si facciano, è il cerchio delle curiosità che si hanno di fronte a chi pratica bodybuilding. Daniela Deiana ha 32 anni, da 5 ha cominciato a «costruire» il proprio corpo. In ritardo? Non proprio, lo scorso ottobre ha vinto la Overall San Marino pro ricevendo il pass per confrontarsi, ora, con le bodybuilder pro anche oltralpe, e fa parte della Ifbb pro league, la più importante federazione mondiale. «Gareggio nella categoria “wellness”, dove ci sono fisici come il mio con particolare muscolosità nella parte inferiore».
La quotidianità. Originaria di Ossi, da un anno vive e lavora a Olbia come infermeria al Mater. Non nasconde che spesso tra pazienti e colleghe ci sia curiosità sulla sua attività. «Mi alleno sei giorni a settimana suddivisi per gruppi muscolari. Sessioni da un’ora e mezza-due, è diventato uno dei miei impegni quotidiani da coniugare col lavoro». L’alimentazione prevede tre pasti e altrettanti spuntini al giorno, «più che mangiare tanto direi che è mangiare bene. La maggior parte delle persone che conosco in fin dei conti mangia male, di fretta». Seguita dal coach Stefano Cristantielli, prima di fare bodybuilding «ho sempre fatto sport da piccola. Karate, nuoto, a 15 anni ho scoperto la sala pesi ed è nata la scintilla. Ma solo attorno nel 2017 ho cominciato a pensare a gareggiare. La competizione però è più con me stessa che con gli altri».
Nell'isola. È vero, ci sono molti stereotipi e qualche scetticismo in chi guarda da lontano la sua disciplina, «si tratta di voler stare bene col proprio corpo e soprattutto con la propria testa. Dietro c’è tanta ambizione e quando arrivano i risultati è soddisfacente, tutto qui». Daniela Deiana sa di attirare gli sguardi e i commenti, ci sorride su, «e in famiglia? No, solo qualche battuta, ogni tanto mia madre mi tocca e si sconvolge. Gli altri? Forse mascherano bene, ma non ho mai ricevuto commenti negativi». Il mito di Franco Columbu ha fatto scuola e ispira tutt’ora, negli ultimi anni gli appassionati di bodybuilding in Sardegna stanno aumentando. Ora l’obbiettivo è prepararsi per alcune competizioni internazionali «e sto studiando per laurearmi anche in Scienze motorie».
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