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Olbia

Tavolini all’aperto cambiano le regole: «Da aprile si paga»

di Dario Budroni
Tavolini all’aperto cambiano le regole: «Da aprile si paga»

Il 31 terminerà lo stato di emergenza. Nizzi: «Ci adeguiamo». Dopo le insegne gli operatori temono una nuova stangata

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OLBIA. Le sedie e i tavolini si preparano a tornare indietro di quasi due anni. Lo stato di emergenza sta per terminare e dal primo aprile i titolari di bar e ristoranti non potranno più occupare gli spazi all’aperto in maniera gratuita. Succederà anche a Olbia, dove il ritorno al pagamento sta preoccupando gli operatori anche per un altro motivo: le tariffe del nuovo canone unico patrimoniale. Le stesse che a gennaio avevano innescato la super stangata delle insegne. Al momento appare quasi impossibile quantificare i nuovi costi del suolo pubblico, ma, stando alle prime valutazioni delle associazioni di categoria, l’aumento non sarà vertiginoso come era invece accaduto per le insegne. In ogni caso, il sindaco Settimo Nizzi conferma: «Il 31 marzo terminerà lo stato di emergenza e Olbia si adeguerà al nuovo contesto». Insomma, tra una decina di giorni si tornerà nuovamente a pagare. E sugli aumenti previsti dal nuovo canone unico patrimoniale, il primo cittadino ribadisce: «Tutto sarà formulato in base alle nuove tariffe».

Ritorno al passato. Per dare una mano agli esercenti, costretti a ridurre gli spazi interni per garantire il distanziamento sociale, il governo aveva deciso di sospendere il pagamento del suolo pubblico. Il 31 marzo, però, lo stato di emergenza nazionale terminerà e gli operatori non potranno più usufruire gratuitamente degli spazi all’aperto. Le altre città italiane stanno procedendo in ordine sparso: in alcuni casi le amministrazioni hanno deciso di prorogare l’esenzione, in altri hanno invece scelto di tornare alla situazione pre-Covid, come accadrà a Olbia. Bisognerà dunque tornare a chiedere una concessione, fino al mese di giugno attraverso una procedura semplificata.

Il timore stangata. Così come era accaduto per le insegne, la pubblicità e i passi carrabili, anche l’occupazione del suolo pubblico sarà regolata dalle contestatissime nuove tariffe del canone unico patrimoniale, approvate lo scorso novembre dalla giunta Nizzi. Il timore dei titolari di bar e ristoranti è quello di subire, nel giro di pochi giorni, una nuova mazzata. Difficile, comunque, riuscire a prevedere in anticipo la portata degli aumenti. Tutto dipenderà infatti da specifiche formule che tengono conto dei metri quadrati occupati e dalle strade cittadine in questione. «Un aumento ci sarà di sicuro, ma non sappiamo ancora di quanto sarà. Potrebbe però essere meno esagerato di quello delle insegne – commenta Nino Seu, direttore della Confcommercio di Olbia –. Al momento siamo in attesa di verificare i contenuti degli avvisi, che poi analizzeremo sulla base degli importi che verranno indicati». Ad Alghero, nel frattempo, la Fipe Confcommercio ha già chiesto al Comune di prorogare lo stop ai pagamenti fino al mese di ottobre. Non è da escludere che la stessa richiesta possa essere avanzata anche a Olbia.

Le insegne. Il 31 non scadrà soltanto lo stato di emergenza nazionale. In città scadrà anche il termine del pagamento della prima rata del nuovo canone unico patrimoniale, inizialmente programmato per il 31 gennaio e successivamente prorogato di due mesi dall’amministrazione comunale per consentire a commercianti, artigiani e imprenditori di valutare se rimuovere, ridurre o mantenere le proprie insegne. Una proroga arrivata dopo una lunga serie di proteste. A gennaio, dopo aver ricevuto l’avviso di pagamento calibrato sulle nuove tariffe del canone unico patrimoniale, molti operatori avevano smontato o coperto di nero le proprie insegne in segno di protesta contro il Comune.

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