Olbia, il tennis per curare le ferite della guerra
Otto bimbi ospiti del Tc Terranova dopo la fuga da Odessa. Il 13enne Nikolai: «Mi piace l’Italia. E ascolto Toto Cutugno»
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OLBIA. La lingua non sembra essere troppo un problema. Ancora qualche giorno e sapranno formulare anche le prime frasi in italiano. Per il resto, del Paese in cui sono dovuti fuggire in fretta e furia sanno già un mucchio di cose. Per esempio che la loro città, Odessa, è stata in parte costruita da italiani. Come la celebre scalinata Potëmkin, progettata quasi duecento anni fa dall’architetto sardo Francesco Boffo. «E poi conosco Toto Cutugno. Mi piacciono le sue canzoni, hanno un senso dall’inizio alla fine» spiazza tutti in un perfetto inglese il piccolo Nikolai, 13 anni, senza immaginare che per i suoi coetanei italiani, nella maggior parte dei casi, Toto Cutugno resta comunque un perfetto sconosciuto. Nei campi da tennis comunali gestiti dal Tc Terranova, nel cuore del parco Fausto Noce, si scrive così una nuova e importante pagina di accoglienza e solidarietà. Otto bambini ucraini stanno infatti frequentando un corso gratuito di tennis offerto con entusiasmo dal circolo olbiese. Sono tutti fratelli e cugini: Veronica ha 7 anni, Dominik 8, Gregory 9, Egor e Dmitriy 10, Alexandra 11, Nikolai 13 e Mihail 14. Con indosso la maglietta blu del Tc Terranova e tra le mani una racchetta appena ricevuta in omaggio, gli otto bambini stanno imparando insieme un nuovo sport. Fino a pochi giorni fa si trovavano laggiù, a Odessa, la stupenda città ucraina presa di mira dalle navi russe che solcano il mar Nero. Oggi sono invece a Olbia, un posto che alcuni di loro conoscevano già grazie ad alcune vacanze passate a Porto Rotondo. Con loro ci sono le mamme, mentre i padri sono dovuti restare in Ucraina, a combattere contro l’esercito russo in avanzata. Gli otto bimbi, ben consapevoli di ciò che sta accadendo al loro Paese, a Olbia si sono messi a studiare l’italiano senza però abbandonare i loro percorsi scolastici, che continuano a seguire attraverso la Dad. «Il circolo sta mettendo a disposizione dei bambini i campi da gioco con la scuola tennis e i maestri – spiega Valentino Coizza, presidente del Terranova –. In questo modo possono allenarsi e giocare, affinché possano trovare dei momenti ludici in un periodo così delicato per la loro crescita. Abbiamo assistito a scene di grande solidarietà e grande umanità, nell’ultimo periodo, e anche noi, come associazione, siamo felici di poter assistere e dare un po’ di conforto a questi piccoli, soprattutto sapendo quanto è stata lunga e tragica la loro odissea per arrivare fin qua». (d.b.)
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