Olbia, spilla soldi a un invalido: “lady truffa” ci riprova
di Tiziana Simula
Nuova accusa per Sonia Fiori: avrebbe raggirato un uomo affetto da disabilità. Avrebbe ottenuto denaro accampando scuse e promesse di prestazioni sessuali
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OLBIA. “Lady truffa” colpisce ancora. E dopo essere già finita a processo per aver raggirato negozianti, gioiellieri e interi condomini, ora è di nuovo sotto accusa per circonvenzione di incapace. Per la Procura avrebbe approfittato di una persona affetta da disabilità, un uomo di 57 anni, convincendolo a farsi dare soldi dopo aver accampato scuse di ogni genere e promesso in cambio anche prestazioni sessuali. Per Sonia Fiori, 51 anni di Olbia, il pubblico ministero Ilaria Corbelli ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è fissata a settembre.
Per l’ex amministratrice di condomini, nota alle cronache olbiesi come “Lady truffa”, non è che l’ultima trovata, l’ultimo caso che l’ha portata in un’aula del palazzo di giustizia, mentre su di lei pendono ancora due processi nel tribunale di Tempio per truffa e appropriazione indebita a danno di una decina di condomini della città di cui si sarebbe intascata le somme versate, oltre 60mila euro in tutto. Altri episodi sono stati invece già definiti col patteggiamento.
Nel 2016 la signora delle truffe, difesa dall’avvocato Giampaolo Murrighile che l’ assiste anche in quest’ultimo caso, era anche finita agli arresti domiciliari. Per rendere più credibile il suo ruolo, impersonava diverse figure professionali spacciandosi di volta in volta per avvocato, magistrato, poliziotta e libera professionista. Tutto ciò che riusciva a racimolare, dopo aver rifilato assegni privi di copertura al malcapitato gioielliere di turno, andava a rivenderlo nei "Compro oro" cittadini, per monetizzare immediatamente il malloppo. Nella sua rete sono cascati gioiellieri, negozianti, benzinai.
Ma per Sonia Fiori i guai non sono ancora finiti. A farne le spese, questa volta, un uomo affetto da disabilità, raggirato e indotto a prelevare più volte da un bancomat e da una carta di debito i suoi pochi averi e a consegnarglieli. Poco meno di 3mila 500 euro, la cifra complessiva di cui si sarebbe appropriata, attraverso diversi prelievi.
I fatti risalgono all’estate 2019. A far scattare la denuncia ai carabinieri di Olbia era stato un parente dell’uomo che aveva letto i messaggi che la donna gli aveva inviato al cellulare nei quali chiedeva i soldi promettendogli in cambio prestazioni sessuali. Promesse a cui si aggiungevano le più variegate scuse, facendo leva sulla sua generosità: una volta gli avrebbe detto che suo figlio era ricoverato in ospedale, un’altra volta che le avevano staccato la luce a casa perché non aveva i soldi per pagare le bollette. E così lo avrebbe convinto a fare i prelievi col bancomat e a svuotare la sua carta di debito. Queste le accuse della Procura. Che Sonia Fiori, attraverso il suo difensore, respinge con fermezza, negando tutto ciò che le viene contestato.
Recentemente la donna è stata prosciolta dal gup del tribunale di Tempio in due procedimenti diversi per minaccia aggravata e lesioni dolose.
Per l’ex amministratrice di condomini, nota alle cronache olbiesi come “Lady truffa”, non è che l’ultima trovata, l’ultimo caso che l’ha portata in un’aula del palazzo di giustizia, mentre su di lei pendono ancora due processi nel tribunale di Tempio per truffa e appropriazione indebita a danno di una decina di condomini della città di cui si sarebbe intascata le somme versate, oltre 60mila euro in tutto. Altri episodi sono stati invece già definiti col patteggiamento.
Nel 2016 la signora delle truffe, difesa dall’avvocato Giampaolo Murrighile che l’ assiste anche in quest’ultimo caso, era anche finita agli arresti domiciliari. Per rendere più credibile il suo ruolo, impersonava diverse figure professionali spacciandosi di volta in volta per avvocato, magistrato, poliziotta e libera professionista. Tutto ciò che riusciva a racimolare, dopo aver rifilato assegni privi di copertura al malcapitato gioielliere di turno, andava a rivenderlo nei "Compro oro" cittadini, per monetizzare immediatamente il malloppo. Nella sua rete sono cascati gioiellieri, negozianti, benzinai.
Ma per Sonia Fiori i guai non sono ancora finiti. A farne le spese, questa volta, un uomo affetto da disabilità, raggirato e indotto a prelevare più volte da un bancomat e da una carta di debito i suoi pochi averi e a consegnarglieli. Poco meno di 3mila 500 euro, la cifra complessiva di cui si sarebbe appropriata, attraverso diversi prelievi.
I fatti risalgono all’estate 2019. A far scattare la denuncia ai carabinieri di Olbia era stato un parente dell’uomo che aveva letto i messaggi che la donna gli aveva inviato al cellulare nei quali chiedeva i soldi promettendogli in cambio prestazioni sessuali. Promesse a cui si aggiungevano le più variegate scuse, facendo leva sulla sua generosità: una volta gli avrebbe detto che suo figlio era ricoverato in ospedale, un’altra volta che le avevano staccato la luce a casa perché non aveva i soldi per pagare le bollette. E così lo avrebbe convinto a fare i prelievi col bancomat e a svuotare la sua carta di debito. Queste le accuse della Procura. Che Sonia Fiori, attraverso il suo difensore, respinge con fermezza, negando tutto ciò che le viene contestato.
Recentemente la donna è stata prosciolta dal gup del tribunale di Tempio in due procedimenti diversi per minaccia aggravata e lesioni dolose.
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