La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, serrata del mercatino ambulante al Porto romano

di Paolo Ardovino
Olbia, serrata del mercatino ambulante al Porto romano

Braccio di ferro con il Comune sul canone per gli spuntisti e ieri i venditori hanno chiuso gli stand

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Ci risiamo. Continua lo scontro tra commercianti ambulanti e amministrazione comunale, questa volta sul tariffario degli spuntisti, in lista d’attesa per gli stalli liberi. Il risultato ieri è stata la “serrata” delle bancarelle del martedì in via Porto Romano.

La protesta. La storia, che si è sviluppata nel giro di poche ore, è questa: i venditori avevano indetto una protesta prevista ieri mattina al mercato di via Porto Romano per lamentare i costi da versare nelle casse pubbliche, ma dal palazzo comunale la sera prima è stata annunciata l’introduzione di nuove tariffe agevolate. Dopo averci dormito su, ieri i venditori hanno ritenuto sbagliati i calcoli dell’imposta e tenuto i furgoni chiusi. Non c’è stato mercato, piazzale vuoto.

L’assessore. «Non vengono applicati i criteri nazionali, questo non è voler rilanciare un mercato» protestano gli ambulanti. «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma il canone va riscosso», così la replica secca dell’assessore comunale al Turismo Marco Balata.

L'accusa. Il nocciolo della questione vale pochi centesimi, che sommati diventano qualche euro ogni settimana «e nell’arco di un anno è una bella cifra». Ad alzare il polverone di mattina presto è Pietro Giordo, il consigliere regionale dell’Ana. Mentre lui e gli altri avrebbero dovuto piazzare tendoni e banchi, sono rimasti in cerchio a discutere. Le nuove tariffe del canone unico e in particolare per chi non ha un posto stabile al mercato sono state ridotte come chiedevano loro da mesi, e cioè non contando un arco temporale di un giorno intero ma le effettive ore di permanenza degli ambulanti durante il mercato. Tra le sette e le nove ore. Ma a loro avviso la tassa risulta essere ancora troppo alta: «Ad alcuni ambulanti cosiddetti spuntisti è stata chiesta una cifra esosa a differenza dei titolari di posteggio, a cui è stato chiesto un importo di circa 20 euro, comunque altissimo secondo i nostri calcoli per per 40 mq sono di 12,30 euro – spiega Giordo –. Chiediamo solo di applicare la tariffa base prevista come da legge nazionale».

La replica. Il pomo della discordia è l’articolo 843 della legge 160 del 2019, che citano loro e che cita Marco Balata per annunciare il provvedimento. E mentre da Ana inviano agli uffici comunali una lettera aperta di protesta, con tabelle tariffarie e un allegato del ministero dell’Economia e finanze riguardo il canone unico, interpellato l’assessore risponde: «L’articolo 21 della Costituzione recita: tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Il comune di Olbia applica le leggi ed essendo terminato lo stato di emergenza il 31 marzo, per legge il canone va riscosso così come previsto dalla legge del 2019», appunto.

Braccio di ferro. Si attendono novità entro sabato, il secondo appuntamento dei mercati settimanali di Olbia. In via Sangallo i commercianti potrebbero trovarsi di nuovo a protestare. Scontro che è solo l'ultimo in ordine di tempo nell'ultimo anno. Proprio nell'aprile 2021 gli ambulanti avevano manifestato di fronte al palazzo municipale: il motivo era la decisione del Comune di mettere a bando gli stalli dei mercati invece di prorogare le licenze. Due mesi fa si è discusso del mercato del martedì, alla fine i venditori hanno accettato la scelta di tenere i tendoni nel piazzale dietro la stazione ferroviaria. Ora si è aperto un nuovo capitolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative