Presi con 857 chili di droga a Telti: due sentenze di condanna
di Tiziana Simula
La marijuana era stata scoperta in un capannone nelle campagne. Attilio Cossu dovrà scontare 6 anni di reclusione, Fabio Manai 2 anni e 8 mesi
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OLBIA. Il sequestro record di marijuana era avvenuto a fine luglio dell’estate scorsa. Quando i finanzieri di Livorno e quelli di Olbia spalancarono le porte di un capannone, nelle campagne di Telti, si ritrovarono di fronte a quello che veniva utilizzato come deposito della sostanza stupefacente. E lì, ce n’era un quantitativo davvero eccezionale: ben 857 chili. Per quel maxi sequestro, il più imponente avvenuto in Gallura fino a quel momento, sono stati processati con rito abbreviato e condannati ieri dal gip del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, Attilio Cossu, 40 anni di Macomer, residente a Olbia, e Fabio Manai, 28 anni, anche lui domiciliato a Olbia.
Cossu, difeso dall’avvocato Antonello Desini, dovrà scontare 6 anni di reclusione. Oltre alla detenzione degli 857 chili di droga trovata a Telti, gli veniva contestata anche la detenzione di 18 chili di marijuana sequestrata nel porto di Livorno, attività da cui era partita l’inchiesta. Per lui il pubblico ministero Mauro Lavra aveva chiesto un anno in più di reclusione. Manai, assistito dall’avvocato Marzio Altana, è stato invece condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione (essendo incensurato). Il pm aveva chiesto 4 anni.
A mettere le mani sul traffico di marijuana tra l’isola e la penisola era stata la procura di Livorno, in seguito a una meticolosa attività investigativa che dal porto toscano – dove è avvenuto il primo arresto – ha condotto dritta alle campagne di Telti. L’indagine è stata condotta dalla guardia di finanza della Toscana in collaborazione con i colleghi di Olbia. L’operazione “Ferry Flower”, così è stata denominata dalle fiamme gialle, aveva visto la mobilitazione di decine di finanzieri con perquisizioni in vari comuni della Sardegna: erano state passate al setaccio le campagne di Olbia, Oschiri e Macomer. L’attività investigativa era scattata dopo l’arresto di Attilio Cossu, avvenuto nel porto di Livorno il 25 maggio scorso. Allo sbarco dalla nave proveniente da Olbia, i finanzieri avevano fermato, durante un normale servizio di controllo, il camionista sardo. Sul mezzo pesante, sottoposto a perquisizione, le fiamme gialle avevano scoperto il carico illegale. Le indagini si erano quindi allargate all’isola, da dove era partito il camion, volte a individuare eventuali piantagioni, traffici e collegamenti tra la Sardegna e la Toscana. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e un’intensa attività investigativa l’inchiesta era arrivata ad Olbia. E dopo una serie di perquisizioni, in case, terreni e capannoni, alla ricerca di piantagioni e luoghi di stoccaggio, i finanzieri avevano raggiunto l’agro di Telti. Qui, avevano scoperto il deposito. Con dentro quasi una tonnellata di marijuana. Una quantità eccezionale. La perizia disposta dalla Procura di Tempio ha consentito di accertare che dell’intero quantitativo sequestrato, circa 150 chili era da considerarsi marijuana illegale.
Ieri la sentenza.
Qualche mese dopo era avvenuto un altro maxi sequestro di droga, questa volta in città, nel corso di un’altra operazione antidroga: la polizia stradale aveva bloccato un furgone, al suo interno c’erano stipati 870 chili di marijuana.
Cossu, difeso dall’avvocato Antonello Desini, dovrà scontare 6 anni di reclusione. Oltre alla detenzione degli 857 chili di droga trovata a Telti, gli veniva contestata anche la detenzione di 18 chili di marijuana sequestrata nel porto di Livorno, attività da cui era partita l’inchiesta. Per lui il pubblico ministero Mauro Lavra aveva chiesto un anno in più di reclusione. Manai, assistito dall’avvocato Marzio Altana, è stato invece condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione (essendo incensurato). Il pm aveva chiesto 4 anni.
A mettere le mani sul traffico di marijuana tra l’isola e la penisola era stata la procura di Livorno, in seguito a una meticolosa attività investigativa che dal porto toscano – dove è avvenuto il primo arresto – ha condotto dritta alle campagne di Telti. L’indagine è stata condotta dalla guardia di finanza della Toscana in collaborazione con i colleghi di Olbia. L’operazione “Ferry Flower”, così è stata denominata dalle fiamme gialle, aveva visto la mobilitazione di decine di finanzieri con perquisizioni in vari comuni della Sardegna: erano state passate al setaccio le campagne di Olbia, Oschiri e Macomer. L’attività investigativa era scattata dopo l’arresto di Attilio Cossu, avvenuto nel porto di Livorno il 25 maggio scorso. Allo sbarco dalla nave proveniente da Olbia, i finanzieri avevano fermato, durante un normale servizio di controllo, il camionista sardo. Sul mezzo pesante, sottoposto a perquisizione, le fiamme gialle avevano scoperto il carico illegale. Le indagini si erano quindi allargate all’isola, da dove era partito il camion, volte a individuare eventuali piantagioni, traffici e collegamenti tra la Sardegna e la Toscana. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e un’intensa attività investigativa l’inchiesta era arrivata ad Olbia. E dopo una serie di perquisizioni, in case, terreni e capannoni, alla ricerca di piantagioni e luoghi di stoccaggio, i finanzieri avevano raggiunto l’agro di Telti. Qui, avevano scoperto il deposito. Con dentro quasi una tonnellata di marijuana. Una quantità eccezionale. La perizia disposta dalla Procura di Tempio ha consentito di accertare che dell’intero quantitativo sequestrato, circa 150 chili era da considerarsi marijuana illegale.
Ieri la sentenza.
Qualche mese dopo era avvenuto un altro maxi sequestro di droga, questa volta in città, nel corso di un’altra operazione antidroga: la polizia stradale aveva bloccato un furgone, al suo interno c’erano stipati 870 chili di marijuana.
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