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Arzachena, la Prisgiona rinasce con la grafica 3D

Arzachena, la Prisgiona rinasce con la grafica 3D

Ecco le prime immagini della ricostruzione digitale del territorio nel passato realizzata dall’Ispc-Cnr

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ARZACHENA. C’è un filo di fumo che sale da un fuocherello acceso, ci sono pecore al pascolo, la campagna verde. E c’è una torre maestosa, al centro di un bastione circondato da capanne di pietra con il tetto di legno e paglia. C’è anche una persona che cammina a passo spedito nel cortile interno del “castello” mentre tutti gli altri, si può supporre, sono all’interno delle capanne a mangiare, dormire, ripararsi dal freddo in un qualunque giorno di inverno. È la foto di un momento di vita di tremila anni fa, la ricostruzione dettagliata di un pezzo del territorio di Arzachena: quello che ospita ciò che resta del complesso nuragico di La Prisgiona. È la prima immagine della ricostruzione digitale che il consiglio comunale di Arzachena, per festeggiare i suoi primi cento anni, ha affidato all’Ispc-Cnr (Istituto di Scienze del Patrimonio culturale) di Roma e Firenze. «Mi sono emozionato. Nelle zone archeologiche oggi vediamo le pietre, ciò che resta degli edifici, e non riusciamo a immaginare la maestosità che potevano avere nel passato», ammette Rino Cudoni, presidente dell’assemblea civica di Arzachena guardando le prime immagini del lavoro in corso di ultimazione al Consiglio nazionale delle ricerche. Ancora qualche mese e gli arzachenesi e i visitatori del paese potranno viaggiare nel passato di questo pezzo di Gallura attraverso un sito web che, oltre al complesso nuragico, ricostruirà nel dettaglio la necropoli di Li Muri. «L’idea – spiega Cudoni – è nata in occasione dei cento anni dell’insediamento del consiglio comunale, che avvenne nel 1922, due anni dopo la conquista ufficiale dell’autonomia da Tempio. È un progetto dell’intero consiglio, che ha investito fondi a sua disposizione. Con una cifra minima, manco un quinto di quanto verrebbe a costare lo spettacolo di un artista musicale, è stato possibile realizzare qualcosa che resterà per la cittadinanza e non solo. Abbiamo avuto grande collaborazione dal Cnr. Abbiamo inviato loro una mail e ci hanno subito risposto con entusiasmo». L’Ispc-Cnr, tra fine estate e autunno, è sbarcato ad Arzachena in diverse occasioni con una folta equipe multidisciplinare: archeologi, rilevatori, modellatori 3D, videomaker, storyteller, esperti di comunicazione e di ricostruzione del paesaggio antico. L’obiettivo, spiegò Augusto Palombini, archeologo, ricercatore del Cnr-Ispc e coordinatore scientifico del progetto, era quello di realizzare «uno strumento di narrazione in parte online in parte sui siti, per restituire una fotografia del territorio che tenga in considerazione non solo i beni culturali e paesaggistici ma anche le tradizioni enogastronomiche, la cultura popolare, saperi, idee e usanze. Per le vicende evolutive che hanno portato alla formazione del territorio gallurese, e i collegamenti con culture e popoli d'oltremare». Il tutto con l’utilizzo delle tecnologie digitali per il rilievo, l’analisi e la valorizzazione del paesaggio antico, ricostruzioni virtuali, realtà aumentata, un portale interattivo online e forse anche un gioco didattico. Con l’impegno di permettere a tutti di «rivivere i tempi passati in maniera immersiva e coinvolgente: la vita quotidiana nei nuraghi, i rituali di sepoltura, la lavorazione delle ceramiche e della lana, le colture e così via». Il risultato finale del lavoro è atteso fra qualche mese. Le prime affascinanti immagini danno un’idea di ciò che si potrà “rivivere”. (a.se.)
 

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