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Olbia

Olbia, caccia agli alloggi per gli “sgomberati” del palazzo-tugurio

Olbia, caccia agli alloggi per gli “sgomberati” del palazzo-tugurio

Via le ultime cinque famiglie che occupavano l’edificio Un malato ospitato nel centro umanitario di via Canova 

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OLBIA. Completato lo sgombero, nel palazzo-tugurio di viale Aldo Moro da questo momento non si può più entrare. Cancelli chiusi, transenne e inferriate blindano l’edificio diventato terra di nessuno e pietra dello scandalo, in pieno centro e davanti agli occhi di tutti.

Decreto del giudice civile alla mano, ieri mattina gli ultimi occupanti abusivi hanno lasciato l’immobile sotto lo sguardo dell’ufficiale giudiziario e dell’avvocato Salvatore Deiana che assiste la società proprietaria dell’immobile, la Alturcampa srl del gruppo Pulcini. Pronte a intervenire (ma non c’è stata la necessità) le forze dell’ordine, autorizzate dal giudice. Nessuna traccia invece degli assistenti sociali, come ha fatto rilevare la consigliera comunale d’opposizione Maddalena Corda, che ha presenziato allo sgombero.

Tutta da verificare la sorte dell’ultimo gruppo di occupanti abusivi (cinque nuclei familiari, tutti comunitari o extracomunitari), che ancora si trovavano dentro il palazzo. Tutte storie di triste e disperata umanità, vissute nel tugurio tra via Peruzzi e via Longhena per necessità e non certo per scelta. Così un uomo, malato, è stato trasferito nel centro umanitario di via Canova. Una donna romena con una figlia minorenne, invece, rimarrà ancora nel palazzo fino al 22 aprile in attesa di una migliore sistemazione. Altre tre persone, infine, ieri mattina non si trovavano in casa perché impegnate nel loro lavoro. In serata, rintracciate, hanno scoperto di non avere più un tetto sotto cui dormire.

«Abbiamo provato profonda tristezza di fronte a queste vicende umane così toccanti – ha spiegato l’avvocato Salvatore Deiana –. Facciamo il possibile per aiutare tutti e la signora romena che cercava una occupazione per mantenere la figlia dodicenne adesso potrà lavorare per la Alturcampa, che possiede altri palazzi in via Nanni e che cercava personale da impiegare nei servizi».

«È terribile – dice Maddalena Corda – ci sono persone che da questo momento non sanno più dove andare, soprattutto dove trascorrere la notte. Pur avendo un lavoro non ci sono case per loro, nessuno li vuole. Sono una amministratrice comunale ed è giusto che io sia qui oggi, mi chiedo però dove sono i servizi sociali, che pure erano stati informati per tempo della situazione. Qui ci sono persone malate, minorenni e ora senzatetto che non sanno dove andare. Va bene la solidarietà e l’assistenza ai profughi dell’Ucraina, ma si dovrebbe pensare anche alle tante persone che vivono qui, a casa nostra, in condizioni disperate. Penso allo sportello comunale per l’immigrazione che è stato soppresso. Ero contraria, ma non è servito a nulla». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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