Le squisitezze di Zia Anna, 45 anni nel cuore di Olbia
di Paolo Ardovino
Era il 20 aprile 1977 quando si mise a lavorare dietro il bancone della pasticceria. Riconoscimento da parte del sindaco «per aver accolto generazioni di bambini»
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OLBIA. Alle pareti della piccola pasticceria ci sono gli articoli che la celebrano e da oggi uno spazio andrà riservato alla targa che festeggia i suoi 45 anni. Zia Anna, sulla porta d’ingresso dell’attività che porta il suo stesso nome, ha ricevuto dalle mani del sindaco Settimo Nizzi una pergamena per ricordarle, nel caso se ne fosse dimenticata, che lei è una vera e propria istituzione della città. «Per aver accolto generazioni di bambini e ragazzi con le sue squisitezze e la sua innata dolcezza», recita il riconoscimento ricevuto da Anna Maria Varrucciu, la zia di Olbia.
Era il 20 aprile 1977 quando per la prima volta la saracinesca del negozio si alzò con lei dietro al bancone. Prima la pasticceria era dei Desini e dei Deiana, e lei prima lavorava alla Palmera. Il cambio di vita arrivò neanche con troppa convinzione, salvo poi cambiare idea con il passare del tempo e con l’affetto che tutti iniziavano a provare nei suoi confronti. Olbiesi e non, «un tempo alcuni turisti mi mandavano i saluti in cartolina – ricordava lei in occasione dei quarant’anni dall’apertura –, non scrivevano nessun indirizzo ma solo “Pasticceria Zia Anna” e la cartolina arrivava puntuale a destinazione». Diceva anche, e non per vanteria, che è probabile che nel suo negozio siano entrati almeno una volta nella vita tutti gli olbiesi. È vero. Di sicuro la sua pasticceria in via Regina Elena numero 20 è stata nei decenni passati il punto di ritrovo delle compagnie di ragazzi che come riferimento avevano il marciapiede su cui si affaccia il negozio e in mano un gelato o un tramezzino della zia Anna. Perché la cosa che non si può non chiedere alla zia Anna è proprio il suo tramezzino. Forse ha una ricetta segreta o forse il segreto sta nell’intenzione, ma è invidiato da tutti. E poi c’è la città che cambia, che cresce e si evolve. La pasticceria rimane, insieme a pochissimi altri attorno, presidio romantico della Olbia che fu, e che accanto alle nuove costruzioni aggiunge quel tocco vintage al centro storico. In un altro ricordo del 2017, quando festeggiava la cifra tonda, zia Anna raccontava di un’altra targa, la prima che ricevette. Il premio assegnato dalla Nuova Sardegna nel 1996 dopo un referendum tra i lettori come “gallurese dell’anno”. Lei diceva: «La premiazione si svolse all’Isola Bianca, ma non ci sono andata. Mi vergognavo, ai tempi ero molto timida…». Passano gli anni e adesso si punta alle nozze d'oro. Con la città nel cuore e nel cuore della città.
Era il 20 aprile 1977 quando per la prima volta la saracinesca del negozio si alzò con lei dietro al bancone. Prima la pasticceria era dei Desini e dei Deiana, e lei prima lavorava alla Palmera. Il cambio di vita arrivò neanche con troppa convinzione, salvo poi cambiare idea con il passare del tempo e con l’affetto che tutti iniziavano a provare nei suoi confronti. Olbiesi e non, «un tempo alcuni turisti mi mandavano i saluti in cartolina – ricordava lei in occasione dei quarant’anni dall’apertura –, non scrivevano nessun indirizzo ma solo “Pasticceria Zia Anna” e la cartolina arrivava puntuale a destinazione». Diceva anche, e non per vanteria, che è probabile che nel suo negozio siano entrati almeno una volta nella vita tutti gli olbiesi. È vero. Di sicuro la sua pasticceria in via Regina Elena numero 20 è stata nei decenni passati il punto di ritrovo delle compagnie di ragazzi che come riferimento avevano il marciapiede su cui si affaccia il negozio e in mano un gelato o un tramezzino della zia Anna. Perché la cosa che non si può non chiedere alla zia Anna è proprio il suo tramezzino. Forse ha una ricetta segreta o forse il segreto sta nell’intenzione, ma è invidiato da tutti. E poi c’è la città che cambia, che cresce e si evolve. La pasticceria rimane, insieme a pochissimi altri attorno, presidio romantico della Olbia che fu, e che accanto alle nuove costruzioni aggiunge quel tocco vintage al centro storico. In un altro ricordo del 2017, quando festeggiava la cifra tonda, zia Anna raccontava di un’altra targa, la prima che ricevette. Il premio assegnato dalla Nuova Sardegna nel 1996 dopo un referendum tra i lettori come “gallurese dell’anno”. Lei diceva: «La premiazione si svolse all’Isola Bianca, ma non ci sono andata. Mi vergognavo, ai tempi ero molto timida…». Passano gli anni e adesso si punta alle nozze d'oro. Con la città nel cuore e nel cuore della città.
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