Opere incongrue a Olbia: ok alla demolizione del ponte di via Veneto
Consegnati i lavori per abbattere e ricostruire l’opera Nizzi: «La strada non sarà chiusa, c’è lo spazio per le auto»
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OLBIA. Via Vittorio Veneto non sarà chiusa per la demolizione di un ponte non sicuro. Parola del sindaco Settimo Nizzi che fa il punto sulla lista nera di ponti e canali che ostacolano il regolare deflusso delle acque. È il famoso elenco delle opere incongrue, unico elemento del Piano anti-alluvione redatto dall’ingegnere idraulico Marco Mancini salvato dall’amministrazione Nizzi. All’interno si trovano tutte quelle opere che vanno abbattute perché rischiano di creare un tappo in caso di forti piogge. Dopo l’inaugurazione del ponte di via Petta, l’amministrazione lavora su altre tre opere incongrue. In via Veronese e in via Vittorio Veneto. Nella prima strada c’è un ponte da costruire. “Abbiamo avuto un piccolo problema dal punto di vista infrastrutturale che abbiamo risolto – spiega il sindaco Settimo Nizzi -. Adesso possiamo riprendere. Stiamo lavorando anche per il ponte di via Vittorio Veneto”. In corrispondenza della rotatoria Rio Gaddhuresu il vecchio ponte dovrà essere demolito e ricostruito senza archi. «Abbiamo già scelto l’impresa – precisa il primo cittadino –. Sono trascorsi i 35 giorni necessari per sottoscrivere il contratto e siamo pronti per iniziare i lavori. Il nuovo ponte sarà realizzato senza chiudere la strada perché c’è lo spazio sufficiente per far passare le auto al fianco del nuovo impalcato».
Procede poi l’iter della variante al Piano di assetto idraulico inviata dal Comune alla Regione. Circa 2mila carte con cui l’amministrazione riduce i vincoli di inedificabilità e spiana la strada al Progetto anti-alluvione firmato Technital. «Ci sono già state quattro riunioni tecniche – sottolinea Nizzi –. Si è entrati nel merito delle modifiche che abbiamo chiesto d apportare. L’obiettivo è portare avanti l’approvazione nel più breve tempo possibile. Ci vengono chiesti, ma è normale, ulteriori approfondimenti con delle carte che possano dare maggiori risposte e che possano dare una lettura comparativa più immediata. Un lavoro corposo e lungo. Si tratta di 2 mila carte da verificare». (se.lu.)
Procede poi l’iter della variante al Piano di assetto idraulico inviata dal Comune alla Regione. Circa 2mila carte con cui l’amministrazione riduce i vincoli di inedificabilità e spiana la strada al Progetto anti-alluvione firmato Technital. «Ci sono già state quattro riunioni tecniche – sottolinea Nizzi –. Si è entrati nel merito delle modifiche che abbiamo chiesto d apportare. L’obiettivo è portare avanti l’approvazione nel più breve tempo possibile. Ci vengono chiesti, ma è normale, ulteriori approfondimenti con delle carte che possano dare maggiori risposte e che possano dare una lettura comparativa più immediata. Un lavoro corposo e lungo. Si tratta di 2 mila carte da verificare». (se.lu.)
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