La Nuova Sardegna

Olbia

Consiglio aperto sul deposito Gnl a Olbia

di Serena Lullia
Il rendering del deposito Gnl a Cala Saccaia
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Il rendering del deposito Gnl a Cala Saccaia

L’opposizione ha invitato a partecipare i sindaci galluresi, le associazioni di categoria, consiglieri e assessori regionali

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OLBIA. Il deposito di Gnl è destinato a infiammare l’aula consiliare. Oggi alle 15,30 la seduta aperta del Consiglio dà voce alla città divisa sulla costruzione del deposito di gas naturale liquido a Cala Saccaia. Le opposizioni lanciano l’appello alla partecipazione di massa.

L’appello. Oltre un centinaio le mail inviate ad associazioni di categoria, consiglieri e assessori regionali, sindaci di tutta la Gallura, chiamati a prendere posizione sul delicato tema all’ordine del giorno. Si tratta del progetto Enerclima 2050 che prevede la costruzione di un serbatoio di 40mila metri cubi con centrale termoelettrica annessa in un terreno di 3 ettari sulla strada per Pittulongu. «Un tema davvero delicato per il futuro della nostra città – dice il consigliere Davide Bacciu rappresentando il pensiero dell’intera opposizione –. È giusto che i cittadini vengano in consiglio per conoscere il progetto presentato dal privato al ministero. Il silenzio su questo argomento serve ad altri».

La mozione. Dopo la discussione, alla quale potrà partecipare anche il pubblico, ci sarà il voto sulla mozione presentata dalle opposizioni «con cui chiediamo all’intera maggioranza di dire no al deposito di Gnl – sottolinea Bacciu –. La nostra città non può permettersi di rovinare il suo golfo con il transito delle navi metaniere e con il bunkeraggio».

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Benedizione nizziana. Il progetto ha però già la benedizione del sindaco Settimo Nizzi sebbene qualche esponente di maggioranza nutra qualche dubbio. Per il primo cittadino il Gnl è una scelta di civiltà, non avrà alcun impatto ambientale, non comporta rischi inquinamento e non sarà pericoloso per il golfo.

Deposito come il Palazzaccio. Pensato inizialmente in un terreno a due passi dal molo Cocciani, il deposito Gnl ha traslocato in un’altra area della zona industriale, davanti al Cipnes. La posizione iniziale aveva trovato il no dello stesso Consorzio. «Poco cambia – commenta Bacciu –. Il deposito, e i dati sono scritti nel progetto presentato al ministero, è un ecomostro alto 45 metri e largo 55 sulla strada per Pittulongu. Un obbrobrio con a fianco la centrale termoelettrica. Per non parlare del traffico di ecomostri naviganti, cioè le metaniere di 200 metri alte 40 che dovrebbero entrare nel golfo e ormeggiare in punta al molo Cocciani. A cui si aggiungerebbe il traffico in entrata e in uscita delle navi bettoline per la vendita del gas. Un affare solo per il privato». Le minoranze spiegano che la loro non è una contrarietà di principio. «Il governo nel Dpcm ha già previsto tre depositi di rigassificazione in Sardegna ma non a Olbia. Rabbrividiamo al pensiero di vedere da noi una replica quattro volte più grande di quanto visto a Santa Giusta che di metri cubi di gas liquefatto ne ne ospita “solo” 9mila».

Cozze bollite. Dice no grazie al progetto Enerclima 2050 il Consorzio dei molluschicoltori. «Un no motivato, non pregiudiziale, nato dopo la lettura delle carte presentate al ministero – argomenta il presidente Raffaele Bigi –. No perché il deposito, alto come il Palazzaccio, modificherebbe la skyline della nostra costa. No perché la presenza in banchina, almeno una volta alla settimana per 24 ore di una nave cisterna lunga oltre 200 metri, non favorirebbe la nautica e la cantieristica, limitando anche l’operatività di tutte le operazioni portuali. No perché verrebbero prelevati 450mila metri cubi al giorno di acqua marina per il raffreddamento delle turbine della centrale termoelettrica, circa un quarto dell’acqua del golfo. Che, come scritto nella relazione di Valutazione di impatto ambientale, avrebbe allo scarico un incremento di temperatura di circa cinque gradi. In quattro giorni verrebbe trattata, riscaldata e riciclata tutta l’acqua del golfo, modificandola sostanzialmente e mettendo a rischio la sopravvivenza di pesci e molluschi».
 

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