La Maddalena, un progetto per rilanciare l’arte dei maestri d’ascia
La professione patrimonio e orgoglio dell’isola rischia l’estinzione Comune, Parco e Nautico lavorano alla formazione di giovani all’antico mestiere
LA MADDALENA. Un'eccellenza artigianale a rischio estinzione. Giunge sempre più forte il grido di aiuto dei maestri d'ascia, professione di spicco nel mondo navale di un tempo, quando le imbarcazioni erano costruite interamente in legno e rappresentavano per l'isola un polo economico di rilievo. Tuttavia, con l’evoluzione dei materiali questa figura ha subito un lento declino e ad oggi sono rimasti soltanto tre cantieri operativi con cinque maestri d'ascia all'opera e il timore sempre più concreto di veder perdere queste competenze specifiche. Per scongiurarne la scomparsa, l'amministrazione ha avviato un dialogo coi professionisti coinvolgendo il Parco e l’istituto Nautico “Millelire” per programmare la nascita di un progetto di formazione per i ragazzi. Come spiega il delegato comunale all’Artigianato e attività produttive Stefano Cossu. «Le nuove generazioni rappresentano un’ancora di salvezza per preservare e riproporre, anche in chiave moderna, una professione che sarà sempre un patrimonio inestimabile».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:olbia:cronaca:1.41415391:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.41415391:1676053797/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il passato. Per capire la rilevanza che i cantieri dei maestri d'ascia rivestivano per La Maddalena basta presentare un dato. «Nel 1838 si trovavano a Cagliari circa 42 imbarcazioni tra bastimenti e barche latine, solo a La Maddalena si contavano 16 esemplari - evidenzia Cossu –. Già da questi cenni storici si può intuire facilmente quanto fosse centrale la figura dei maestri d’ascia per la realtà isolana del tempo e quanto siano stati fondamentali nello sviluppo della città. Per questo motivo ci stiamo mobilitando per progettare un piano di rilancio». Un segnale di appartenenza e considerazione delle radici culturali maddalenine. «Rappresentiamo un'isola che ha un patrimonio straordinario non solo per biodiversità e bellezza naturalistica, ma anche sede di grandi eccellenze artigiane, tra cui appunto i maestri d’ascia, di cui ben sette sui ventitré sardi operano proprio alla Maddalena».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:olbia:cronaca:1.41415390:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.41415390:1654690005/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I cantieri. I maestri d'ascia ancora operativi sono cinque: Chicco e Davide Del Giudice e Domenico Massidda, del cantiere Caprera, Vincenzo Carrano del cantiere Carrano, Francesco Esposito, del cantiere Esposito. Ciascun cantiere vanta una lunga e gloriosa storia, spesso tramandata tra più generazioni della stessa famiglia, come per il decano Vincenzo Carrano, appartenente alla quarta generazione di maestri d’ascia, o Gioacchino Del Giudice, che pur non operando abitualmente è solito affacciarsi in cantiere a seguire i lavori. «Parliamo di nomi storici, che iniziarono più di 60 anni fa e tramandarono le loro conoscenze ai giovani, proprio come ci auguriamo che possa avvenire ora con le nuove leve» conclude il delegato Cossu.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
