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Olbia, minacce e botte tra marinaio e stalliere: chiesto il codice rosso

Olbia, minacce e botte tra marinaio e stalliere: chiesto il codice rosso

Finisce male la relazione tra un ufficiale della Marina e un 25enne


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OLBIA. Finisce male la liaison tra un distinto ufficiale di marina sessantenne e un aitante stalliere di maneggio di 25 anni. La relazione sentimentale si è conclusa tra minacce, pesanti intimidazioni e poi botte da orbi. Ad avere la peggio è stato l’ufficiale di marina, finito in ospedale tumefatto e con qualche costola rotta. Alla fine è scattata la denuncia e la richiesta alla Procura della Repubblica di Tempio di attivare l’applicazione di un protocollo da “codice rosso”. Il provvedimento del magistrato (di accoglimento o di diniego) è atteso per le prossime ore.

Poco o nulla si conosce dela vicenda. La coppia si frequentava da tempo ma evidentemente erano sorti dissapori e il militare aveva deciso di chiudere i rapporti. L’ipotesi più probabile è che il compagno, ben più giovane, non fosse d’accordo. Dopo le discussioni si è passati alle minacce (piuttosto pesanti) e alle intimidazioni (anche peggio). Sino all’aggressione fisica che ha avuto l’effetto della classica goccia che fa traboccare il vaso. Pestato malamente dal compagno, l’ufficiale di marina nei giorni scorsi è finito al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II. Lesioni e contusioni varie, probabilmente anche qualche costola rotta. A quel punto la situazione è diventata irrecuperabile e così è maturata la decisione di denunciare l’accaduto e rivolgersi all’autorità giudiziaria facendo richiesta per l’applicazione del “codice rosso” che innova e modifica la disciplina penale e processuale della violenza domestica e di genere, corredandola di inasprimenti di sanzione e, cosa ancora più efficace, accelerando i tempi per l’avvio del procedimento penale per alcuni reati: tra gli altri maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, con l’effetto che saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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