Mercatino di San Pantaleo, niente serrata: «Ci penseranno i giudici»
di Paolo Ardovino
Non c’è stata l’annunciata protesta per la riduzione degli stalli Ana-Ugl: «Siamo comunque arrabbiati». Risponde Balata: «Strumentalizzazioni»
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OLBIA. Alla fine, la temuta serrata non c’è stata. La protesta dei commercianti ambulanti contro l’ultimo provvedimento del Comune di Olbia che taglia gli stand è stata silenziosa. «Se ne occuperanno i giudici», il bisbiglìo tra i banchi. Ma non era il caso di rovinare il giovedì di San Pantaleo, che si è già scoperto affollato di turisti come fosse piena estate. Il mercato del borgo ha aperto i battenti e, anche se più scarno, è tornato a essere una forte attrattiva turistica di stagione. Intanto dall’assessorato al Turismo si rispediscono al mittente tutte le accuse: «No alle strumentalizzazioni sul mercato più bello che abbiamo».
Niente sit-in. Sotto un cielo plumbeo si è deciso di salvaguardare lavoratori, meno del previsto, e turisti, loro invece numerosi. Un po’ questo il pensiero degli ambulanti, che fino alla sera prima avevano invece in programma un sit-in o addirittura una serrata. «Siamo comunque molto arrabbiati», dice Pietro Giordo, consigliere regionale di Ana-Ugl, l’associazione di rappresentanza della categoria. Qualche giorno fa era arrivata l’ordinanza del Tar che riteneva illegittime alcune decisioni contenute nella determina dello scorso 30 dicembre e la sospendeva. Ma poche ore dopo i venditori si sono trovati a dover fronteggiare una nuova determina dell’amministrazione. Che segue quanto scritto dal Tar annullando il criterio di assegnazione degli stalli per spunta giornaliera che favoriva i non titolari di posti. E sul mercato settimanale del martedì a Olbia, così, è tornato il sereno.
Il ricorso. Piuttosto, la polemica si è accesa sul passaggio riguardante il giovedì a San Pantaleo. La nuova planimetria, approvata durante lo scorso consiglio comunale del 29 aprile e ora pubblicata in delibera, ha tolto infatti 23 stalli come si legge nella stessa determina: «47 stalli di commercio e vendita di prodotti agricoli, più 5 posteggi liberi e 5 spazi espositivi per gli artisti; considerato che per effetto di quest’ultima planimetria presenta un numero inferiore di 23 stalli rispetto alla precedente». «Una scelta sconsiderata e che non rispetta i lavoratori – tuona Giordo – e dimostra come questa amministrazione non abbia freni. La prossima settimana presenteremo un altro ricorso».
La replica. «L’Ana sta solo strumentalizzando la sentenza del Tar e il mercato di San Pantaleo – risponde l’assessore comunale al Turismo, Marco Balata –. La sentenza riguarda l’ordinanza sugli "spuntisti" del martedì di Olbia e preso atto stiamo infatti riassegnando gli stalli del mercato ai titolari. Il problema non riguarda San Pantaleo, che è un caso diverso: si tratta di una nuova planimetria che coincide con concessioni scadute per gli stalli che sono stati eliminati. È stato fatto per una questione di sicurezza, era una richiesta che ci veniva fatta da anni».
Nuova sistemazione. Il mercato con la nuova veste ha aperto ieri per la prima volta. Chi non ha più il posto si è presentato ma poi ha rinunciato per non rischiare una multa. I clienti, per lo più turisti, si sono presentati numerosi con la solita entusiastica curiosità. Secondo l’adeguamento degli stalli, in estate si dovrebbero evitare i grossi affollamenti tra le vie limitrofe alla piazza. Solo le strette via Po e via Torres contano molti meno stand, stesso discorso per gli spazi attorno alla chiesa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Niente sit-in. Sotto un cielo plumbeo si è deciso di salvaguardare lavoratori, meno del previsto, e turisti, loro invece numerosi. Un po’ questo il pensiero degli ambulanti, che fino alla sera prima avevano invece in programma un sit-in o addirittura una serrata. «Siamo comunque molto arrabbiati», dice Pietro Giordo, consigliere regionale di Ana-Ugl, l’associazione di rappresentanza della categoria. Qualche giorno fa era arrivata l’ordinanza del Tar che riteneva illegittime alcune decisioni contenute nella determina dello scorso 30 dicembre e la sospendeva. Ma poche ore dopo i venditori si sono trovati a dover fronteggiare una nuova determina dell’amministrazione. Che segue quanto scritto dal Tar annullando il criterio di assegnazione degli stalli per spunta giornaliera che favoriva i non titolari di posti. E sul mercato settimanale del martedì a Olbia, così, è tornato il sereno.
Il ricorso. Piuttosto, la polemica si è accesa sul passaggio riguardante il giovedì a San Pantaleo. La nuova planimetria, approvata durante lo scorso consiglio comunale del 29 aprile e ora pubblicata in delibera, ha tolto infatti 23 stalli come si legge nella stessa determina: «47 stalli di commercio e vendita di prodotti agricoli, più 5 posteggi liberi e 5 spazi espositivi per gli artisti; considerato che per effetto di quest’ultima planimetria presenta un numero inferiore di 23 stalli rispetto alla precedente». «Una scelta sconsiderata e che non rispetta i lavoratori – tuona Giordo – e dimostra come questa amministrazione non abbia freni. La prossima settimana presenteremo un altro ricorso».
La replica. «L’Ana sta solo strumentalizzando la sentenza del Tar e il mercato di San Pantaleo – risponde l’assessore comunale al Turismo, Marco Balata –. La sentenza riguarda l’ordinanza sugli "spuntisti" del martedì di Olbia e preso atto stiamo infatti riassegnando gli stalli del mercato ai titolari. Il problema non riguarda San Pantaleo, che è un caso diverso: si tratta di una nuova planimetria che coincide con concessioni scadute per gli stalli che sono stati eliminati. È stato fatto per una questione di sicurezza, era una richiesta che ci veniva fatta da anni».
Nuova sistemazione. Il mercato con la nuova veste ha aperto ieri per la prima volta. Chi non ha più il posto si è presentato ma poi ha rinunciato per non rischiare una multa. I clienti, per lo più turisti, si sono presentati numerosi con la solita entusiastica curiosità. Secondo l’adeguamento degli stalli, in estate si dovrebbero evitare i grossi affollamenti tra le vie limitrofe alla piazza. Solo le strette via Po e via Torres contano molti meno stand, stesso discorso per gli spazi attorno alla chiesa.
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