Olbia, soste selvagge: scattano le multe
Servizio congiunto di polizia di frontiera e polizia locale nelle aree di accesso al Costa Smeralda
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OLBIA. Non sono serviti nemmeno i dissuasori. La sosta selvaggia nell’area esterna dell’aeroporto, soprattutto in mezzo alle rotatorie, è un’emergenza quotidiana. A ogni ora del giorno e sino all’arrivo o alla partenza dell’ultimo volo in programma, gli automobilisti che sarebbero fuori tempo massimo per usufruire della sosta breve gratuita e coloro che non intendono invece pagare il parcheggio, si bloccano dove capita creando intasamenti e impedendo spesso a mezzi di soccorso, autobus, tassisti e agli stessi passeggeri di raggiungere rapidamente la corsia di fronte all’aerostazione. Ma accade anche che chi lavora al Costa Smeralda rimanga “intrappolato” a fine turno perché il passaggio è ostruito.
La linea dura. Ora basta, però. Le barriere posizionate per ridurre la carreggiata non fermano i posteggi illeciti? E allora si usa la linea dura: le multe. Così, nella giornata di ieri, la polizia di frontiera guidata da Christian Puddu e la polizia locale diretta da Giovanni Mannoni hanno organizzato un’operazione congiunta. Nel giro di poco tempo sono state elevate undici sanzioni: alcune per sosta in zona vietata, altre perché le auto bloccavano il traffico. E poi, di fronte a tante pattuglie in giro, non si è fermato più nessuno. Ma non finisce qui. I controlli e la vigilanza saranno assoluti, ogni giorno. Quindi: gli automobilisti sono avvisati.
Problemi di sicurezza. «Oltre al mancato rispetto del codice della strada - ha spiegato Giovanni Mannoni - è soprattutto una questione di sicurezza. Le macchine creano ingorghi e difficoltà ma, in sinergia con la polizia di frontiera, si metterà un freno a questa anarchia nella zona aeroportuale». «È successo anche che, di fronte a una richiesta di soccorso urgente, un’ambulanza non riuscisse a passare - ricorda Lucio Murru, direttore commerciale di Geasar, la società che gestisce l’aeroporto - e questa è la conseguenza più grave. Ma, in ogni caso, il disagio è per tutti. Se si deve raggiungere l’aeroporto, non ci si può trovare di fronte un muro di macchine parcheggiate dove non si può». Durante il servizio congiunto, sia le pattuglie della polizia di frontiera che quelle della polizia locale si sono mosse silenziosamente e appena hanno colto in fallo l’automobilista incivile è scattata la multa.
Parcheggi e costi. Ma qual è il motivo di tanta indisciplina? Innanzitutto a non rispettare le regole sono prevalentemente coloro che devono attendere l’arrivo di parenti e amici: si bloccano infatti abusivamente prima dell’ingresso con la sbarra che porta nella corsia delle soste brevi o in quella del carico/scarico. Ad atterraggio avvenuto (anche dopo 30-40 minuti), si muovono. Ma nel frattempo il traffico va in tilt. Qualcuno parla di un’infrazione legata al costo eccessivo del parcheggio a pagamento. Le tariffe, però, sono addirittura più basse di altri scali. «Siamo in linea con gli altri aeroporti sardi - spiega Lucio Murru - ma siamo soprattutto più economici di altri aeroporti italiani il cui flusso di traffico si avvicina al nostro: il riferimento è Firenze e Verona. Allora: 24 ore di sosta all’aeroporto toscano costano 24 euro, a Verona 28 euro, a Olbia 16 euro e 50 centesimi. Ma se ci si organizza con i tempi, si può usufuire dei dieci minuti gratuiti nella sosta breve. Se si superano, al dodicesimo minuto si paga un euro e anche qui possiamo dire che la tariffa è vantaggiosa. A Verona, appena superati i 10 minuti gratis, vengono chiesti 6,50 euro e a Firenze 3 euro dal dodicesimo minuto. Il problema, considerata la situazione che si sta verificando da tempo al Costa Smeralda, non è trovare uno spazio dove sostare in attesa che l’aereo che si aspetta faccia sbarcare i passeggeri, il problema è che si parcheggia dove è vietato. E questo non deve accadere proprio perché la sicurezza non può essere in alcun modo compromessa. Il potenziamento dei controlli e le multe per chi non rispetta le regole? Siamo assolutamente d’accordo». (s.p.)
La linea dura. Ora basta, però. Le barriere posizionate per ridurre la carreggiata non fermano i posteggi illeciti? E allora si usa la linea dura: le multe. Così, nella giornata di ieri, la polizia di frontiera guidata da Christian Puddu e la polizia locale diretta da Giovanni Mannoni hanno organizzato un’operazione congiunta. Nel giro di poco tempo sono state elevate undici sanzioni: alcune per sosta in zona vietata, altre perché le auto bloccavano il traffico. E poi, di fronte a tante pattuglie in giro, non si è fermato più nessuno. Ma non finisce qui. I controlli e la vigilanza saranno assoluti, ogni giorno. Quindi: gli automobilisti sono avvisati.
Problemi di sicurezza. «Oltre al mancato rispetto del codice della strada - ha spiegato Giovanni Mannoni - è soprattutto una questione di sicurezza. Le macchine creano ingorghi e difficoltà ma, in sinergia con la polizia di frontiera, si metterà un freno a questa anarchia nella zona aeroportuale». «È successo anche che, di fronte a una richiesta di soccorso urgente, un’ambulanza non riuscisse a passare - ricorda Lucio Murru, direttore commerciale di Geasar, la società che gestisce l’aeroporto - e questa è la conseguenza più grave. Ma, in ogni caso, il disagio è per tutti. Se si deve raggiungere l’aeroporto, non ci si può trovare di fronte un muro di macchine parcheggiate dove non si può». Durante il servizio congiunto, sia le pattuglie della polizia di frontiera che quelle della polizia locale si sono mosse silenziosamente e appena hanno colto in fallo l’automobilista incivile è scattata la multa.
Parcheggi e costi. Ma qual è il motivo di tanta indisciplina? Innanzitutto a non rispettare le regole sono prevalentemente coloro che devono attendere l’arrivo di parenti e amici: si bloccano infatti abusivamente prima dell’ingresso con la sbarra che porta nella corsia delle soste brevi o in quella del carico/scarico. Ad atterraggio avvenuto (anche dopo 30-40 minuti), si muovono. Ma nel frattempo il traffico va in tilt. Qualcuno parla di un’infrazione legata al costo eccessivo del parcheggio a pagamento. Le tariffe, però, sono addirittura più basse di altri scali. «Siamo in linea con gli altri aeroporti sardi - spiega Lucio Murru - ma siamo soprattutto più economici di altri aeroporti italiani il cui flusso di traffico si avvicina al nostro: il riferimento è Firenze e Verona. Allora: 24 ore di sosta all’aeroporto toscano costano 24 euro, a Verona 28 euro, a Olbia 16 euro e 50 centesimi. Ma se ci si organizza con i tempi, si può usufuire dei dieci minuti gratuiti nella sosta breve. Se si superano, al dodicesimo minuto si paga un euro e anche qui possiamo dire che la tariffa è vantaggiosa. A Verona, appena superati i 10 minuti gratis, vengono chiesti 6,50 euro e a Firenze 3 euro dal dodicesimo minuto. Il problema, considerata la situazione che si sta verificando da tempo al Costa Smeralda, non è trovare uno spazio dove sostare in attesa che l’aereo che si aspetta faccia sbarcare i passeggeri, il problema è che si parcheggia dove è vietato. E questo non deve accadere proprio perché la sicurezza non può essere in alcun modo compromessa. Il potenziamento dei controlli e le multe per chi non rispetta le regole? Siamo assolutamente d’accordo». (s.p.)
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