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Olbia

Olbia, crac Geovillage: il bando di vendita non si farà

di Tiziana Simula
Lo stato di abbandono del Geovillage
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Lo stato di abbandono del Geovillage

In corso un accordo tra Cipnes e curatela per far ripartire il complesso chiuso e in stato di abbandono da un anno e mezzo

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OLBIA. Non ci sarà nessun bando per la vendita del Geovillage. Per far ripartire l’ex impero dei Docche, dal 31 dicembre 2020 nella disponibilità del fallimento e da allora chiuso e precipitato inesorabilmente nel totale abbandono, si troverà un’altra soluzione. Cipnes e curatela fallimentare stanno cercando un accordo per far ripartire il maxi complesso di zona industriale, strappandolo al degrado e rimettendolo nella disponibilità pubblica, e salvaguardando nel contempo l’interesse dei creditori. La questione ieri è stata al centro di un’udienza interlocutoria in tribunale davanti al giudice delegato a cui erano presenti il direttore del Consorzio industriale Aldo Carta, il presidente Gianni Sarti, gli avvocati del Cipnes, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, i curatori fallimentari e il rappresentante del comitato dei creditori. Si mira a trovare una soluzione che passi attraverso un ruolo attivo da parte del Cipnes per assicurare una ripresa duratura dell’intera struttura. La presenza del sindaco, e quindi, dell’amministrazione comunale, lascia intendere come il livello istituzionale voglia esercitare e far valere le prerogative di tutela e salvaguardia di quel patrimonio che è di pubblica utilità. Per la prossima settimana è fissata una nuova udienza e già in quella occasione l’accordo potrebbe essere definito.

Di sicuro l’idea del bando di cui si è parlato a lungo è – a sorpresa – naufragata. La svolta decisiva per il futuro del Geovillage sembra essere arrivata.

A tenerlo in vita da mesi sono solo alcuni impianti sportivi – campi da calcio, tennis e palazzetto dello sport – le uniche strutture ritornate in funzione da settembre scorso grazie a un accordo tra la curatela fallimentare e l’Olbia calcio che li ha presi in affidamento. Per il resto, il Geovillage è un villaggio fantasma. Il suo presente è fatto di abbandono e degrado. Di acqua verde e stagnante nelle piscine, di aiuole trasformate in selve incolte, di danni frutto di atti vandalici. E presto scadrà anche l’accordo con l’Olbia calcio, previsto per fine mese. Per le società sportive non è stata una passeggiata. Per poter ritornare “a casa” ad allenarsi, hanno dovuto pagare di tasca propria le spese per la corrente elettrica staccata, insieme agli altri servizi, un anno e mezzo fa. Per il palazzetto dello sport si è fatto ricorso a un gruppo elettrogeno, i campi da calcio sono alimentati attraverso un allaccio al contatore del condominio che si trova all’interno del Geovillage, per i campi da tennis, invece, è stato fatto un allaccio diretto all’Enel.

Un anno fa, il Geovillage era stato sequestrato e poi dissequestrato nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria su una presunta turbativa d’asta e da allora il complesso è nella disponibilità dei curatori fallimentari. Inizialmente si era parlato di un affitto transitorio di 18 mesi per consentire a curatori e Cipnes la predisposizione di un bando per la vendita del compendio. L’unica offerta per l’affitto transitorio era stata rigettata dal tribunale fallimentare. Che poi ha deciso di non voler più dare in gestione temporanea il complesso e di bandire direttamente la procedura per la vendita. Ma sul bando è calato il silenzio. Anzi, è proprio naufragato.

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