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Olbia, alberghi in città: è ritornato il sorriso

di Giandomenico Mele
Olbia, alberghi in città: è ritornato il sorriso

Buoni numeri e previsioni ottime: dopo due anni di pandemia l’industria delle vacanze a Olbia ricomincia a correre

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OLBIA. Ritorno al futuro. I numeri del turismo degli alberghi di Olbia tornano ai fasti del 2019, prima che la pandemia cambiasse il mondo. Ma guardano a un futuro che accoglie una sfida storica, quella di aumentare i mesi nei quali la città resti destinazione tra le più attrattive in Italia. I primi segnali sono ottimi, resta qualche incertezza, ma le previsioni dicono che la grande paura è passata.

I nuovi alberghi. «Stagione che ci aspettiamo positiva, i numeri di aprile sono andati molto bene, un buon maggio anche se sottotono rispetto alle previsioni, da giugno Olbia ha acquisito lo status di vera destinazione turistica – spiega Paolo Manca, proprietario insieme ad Agostino Cicalò dell’Hotel Felix Olbia, della catena Felix Hotels -. Il nostro albergo viene prenotato per una settimana o anche periodi più lunghi, vuol dire che il turista sceglie di trascorrere l’intera vacanza alloggiando a Olbia, che diventa per la sua posizione baricentrica il punto di partenza per spostarsi in altre località. È una fascia di clientela che vuole avere i servizi che offre la città, ma che, spostandosi, utilizza Olbia come punto di partenza per visitare più luoghi. Una visione dinamica per una clientela soprattutto straniera e under 40». Numeri in crescita e ottime aspettative per un albergo inaugurato pochi mesi fa, con una scelta imprenditoriale che ha premiato coraggio e visione. Stesse caratteristiche riconoscibili nella scelta fatta anche dalla famiglia De Pascale del dP Hotel, la stessa del Double Tree by Hilton di Olbia. «Quest’anno siamo partiti il primo maggio: più un atto di fede che di business, basato sulla voglia di rimettere in moto le cose, col sangue freddo di chi lavora sulle prenotazioni last minute – sottolinea Ramona Cherchi, general manager dei due alberghi –. Per quanto vi sia stata una ripresa, il mercato leisure ha arrancato per tutto maggio. Sicuramente più orientato verso viaggi di gruppo che non individuali. Andando a crescere con giugno, ovviamente. Sarebbe utile un marketing territoriale che non depauperi il balneare, concentrato negli stessi posti, negli stessi giorni che, a causa di un carico antropico superiore alla reale portata, fa diventare il bene poco fruibile o mal fruibile».

Hotel storici. «La stagione è partita col piede giusto, registriamo ottimi movimenti della clientela, per quanto ci riguarda all’80% internazionale – osserva Fabio Fiori, titolare dell’Hotel Panorama -. Dopo due anni di pandemia, quindi, sono tornati gli stranieri. Soprattutto di francesi e tedeschi, ma anche inglesi e americani, svizzeri e austriaci. Siamo ai livelli del 2019. Criticità? Riceviamo ancora lamentele per i trasporti, poi ci sono poche auto a noleggio e a caro prezzo». Infine la conferma di una stagione dalle buone premesse arriva dal Jazz Hotel. «Siamo partiti molto bene, con un trend positivo già dai primi mesi del 2022 con i clienti business, ha quindi ripreso molto bene l’attività di meeting – conferma la direttrice manager Maria Antonietta Sirca –. Da aprile sono arrivati anche i turisti. Ci siamo riportati sui numeri del 2019. La tendenza è confermata fino a tutto settembre e siamo fiduciosi che continuerà in autunno. Per noi anche i mesi di spalla sono importanti, perché siamo aperti tutto l’anno».

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