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cronaca

Salvata e poi curata: la caretta Lady Wolf ha ripreso il largo

La Maddalena. La tartaruga marina era ferita alla pinna. Rimessa in mare a Caprera dopo dieci mesi di riabilitazione 


17 giugno 2022 di Claudio Inconis


LA MADDALENA. Una carezza lunga dieci mesi prima di riprendere il mare aperto. È iniziata con un lungo applauso dei bagnanti mentre si allontanava con rapidi colpi di pinna nello specchio d'acqua di Due Mari, a Caprera, la nuova vita di "Lady Wolf", la tartaruga marina salvata lo scorso agosto e, dopo una lunga riabilitazione nel Centro di recupero animali marini (Crama) del Parco nazionale dell’Asinara, tornata ieri mattina nel suo ambiente naturale.

«Per sua sfortuna è incappata nel palamito, la lenza per la pesca professionale, che ha avvolto una pinna e stava per farle perdere l'arto, tanto era grave il livello d'atrofizzazione raggiunto», racconta Laura Pireddu, responsabile del Centro Crama che, insieme al direttore del Parco dell'Asinara Vittorio Gazale e i biologi del centro, ha accompagnato la tartaruga nel viaggio di ritorno verso la normalità.

«Proprio le difficoltà a muoversi hanno spinto un'imbarcazione ad effettuare la segnalazione e, col pronto intervento della Capitaneria di porto è stato possibile tirarla in salvo e affidarla alle cure dell'associazione “Sea me Sardinia” e quindi del centro recupero. In questi dieci mesi abbiamo effettuato massaggi e cure per riassorbire l'edema dell'arto e permettere la completa riabilitazione. Oggi siamo felici di vederla riprendere il largo». A salutare la giovane “Caretta caretta” di 20 anni, dal peso di 23 chili e 50 centimetri di lunghezza del carapace, nelle acque dell'arcipelago il personale del Parco di La Maddalena capitanato dal direttore facente funzioni Yuri Donno, i rappresentanti della Capitaneria di porto e l'assessore all'ambiente Federica Porcu, ma anche tanti cittadini, curiosi di ammirare da vicino un'esemplare di queste dimensioni. «E bisogna precisare che Lady Wolf, o Tahiti, come l'abbiamo ribattezzata noi all'Asinara, è una tartaruga ancora molto giovane, visto che possono raggiungere anche i 90 anni di vita». Un’esempio di sinergia importante tra le istituzioni, come spiega l'assessore all'ambiente e vicesindaco Federica Porcu: «Ringraziamo Capitaneria, parchi nazionali e associazioni per quello che fanno ogni anno a tutela della salvaguardia dell'ambiente. È importante poter contare sull'impegno di tutti, a partire da una maggiore sensibilizzazione dei cittadini per il rispetto dell'ecosistema in cui si trovano».

Infatti gli ostacoli per gli animali stanno diventando, sempre più di frequente, gli oggetti legati alla presenza dell'uomo. «Ogni anno sono sempre di più gli animali che vengono ricoverati e hanno l'organismo pieno di plastiche che gli impediscono di nuotare regolarmente, nel caso delle tartarughe la plastica gli impedisce di immergersi per cibarsi – spiegano i biologi – Ma anche l'eccessivo traffico nautico rappresenta un problema, con tanti animali tranciati delle barche».

L'invito è alla collaborazione. «In caso di avvistamento di animali in difficoltà bisogna chiamare subito i numeri gratuiti della Capitaneria di Porto (1530) o del Corpo forestale (1515) per segnalare l’emergenza».

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