Guardie turistiche, in Gallura situazione ormai al collasso
A rischio l’assistenza nella zona con più vacanzieri
Olbia Guardie turistiche: ultima chiamata anche per la Gallura. L’avviso dell’Ares per assegnare gli incarichi provvisori ai medici nelle località balneari, scade oggi. E presto si saprà se ci sarà un numero di specialisti sufficienti per aprire gli undici ambulatori di questa fetta di Sardegna: tre nel distretto di Tempio e 8 in quello di Olbia. Per ora non ne funziona nemmeno uno. «L’auspicio - dice Mario Mulas, sindaco di Golfo Aranci - è che dal primo luglio si possa di nuovo partire. Se così non fosse la situazione diventerebbe insostenibile anche perché i pronto soccorso del nostro territorio, soprattutto quello di Olbia, sono già al collasso per mancanza di personale. E la stagione è appena cominciata. Un’emergenza, questa, di cui si è parlato qualche giorno fa anche durante la conferenza socio sanitaria». Ma se non si raggiungesse il numero che occorre? «Sarebbe un grave problema - aggiunge Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena e presidente della conferenza socio sanitaria -. La proposta di attivare solo quattro guardie turistiche, non è fattibile. Avremo un’estate da record e questo territorio è quello che ha più bisogno di garantire ai vacanzieri un’assistenza sanitaria adeguata e capillare. Ci auguriamo anche che ci sia un adeguato riconoscimento in termini economici e di benessere lavorativo per tutti coloro che verranno assunti».
In questo momento chi ha bisogno della guardia turistica (se non è necessario ricorrere al pronto soccorso) deve rivolgersi ai centri medici privati. Ci sono a Porto Cervo, a Porto Rotondo e a Costa Paradiso, tra Santa Teresa e Castelsardo. «Solo nel territorio di Costa Paradiso - spiega il presidente del Consorzio Gianni Monterosso - ci sono 2300 case e tra luglio e agosto si registrano 15mila presenze fisse. Ogni anno il cda organizza un servizio sanitario per tre mesi, dal 15 giugno al 15 settembre, che ci viene a costare 70mila euro. Con tre medici, garantiamo un’assistenza 24 ore su 24, abbiamo l’eliporto, un servizio di 118 e a tutti gli operatori paghiamo l’alloggio. Per la comunità di Costa Paradiso il servizio è gratuito. È però aperto a tutti, soprattutto in assenza delle guardie turistiche».
Ma in Gallura anche le guardie mediche (per i residenti)lavorano in grande difficoltà e non sempre riescono a garantire un’attività costante. Domenica 12 giugno, per esempio, il servizio è stato sospeso a Olbia perché non c’era personale. E spesso anche qui si mettono in fila i vacanzieri. Ecco perché l’avvio delle guardie turistiche è una priorità.
C’è pure chi suggerisce, per quanto riguarda Olbia «di attivare la guardia turistica accanto al pronto soccorso - dice Dario Giagoni coordinatore regionale della Lega - perché si suddividerebbe equamente il lavoro con il reparto d’emergenza. Consentendo un’attività in simbiosi, saremo in grado di garantire alle persone con codice bianco e verde di essere visitate con tempistiche idonee e nello stesso tempo consentiremo al personale del pronto soccorso di gestire le emergenze più gravi senza sovrapposizioni». (s.p.)
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