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Olbia

Ambiente

L’Avvocatura di Stato: Area marina di Tavolara da commissariare

Serena Lullia
L'isola di Tavolara
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L'isola di Tavolara

I legali chiariscono: «Il voto paritario per il presidente blocca l’ente»

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Olbia. Il triste destino dell’Area marina protetta trova conferma nelle due pagine inviate al Consorzio di gestione dell’ente dall’Avvocatura dello Stato. Commissariamento. La conclusione paritaria della votazione per il presidente non dà margini di interpretazione. La soluzione di stallo creata con i due voti dei comuni di Loiri Porto San Paolo e San Teodoro per il sindaco teodorino Rita Deretta a cui per prassi spetta la presidenza (insieme rappresentano il 50% di quote) contro il voto del Comune di Olbia (che rappresenta il 50%) per l’ammiraglio in pensione Aurelio Caligiore non può essere interpretata a favore di una parte o dell’altra.

Nel frattempo Caligiore, che il sindaco Settimo Nizzi voleva presidente, la scorsa settimana è stato nominato commissario straordinario dell’escavo di Monfalcone, come riporta Il Piccolo.

L’assemblea dell’Amp, dopo il voto, aveva inviato un quesito all’Avvocatura dello Stato per chiedere se ci fosse una strada per superare l’impasse. «Dall’ esame, tanto del sistema delle norme in materia di consorzi fra enti locali, quanto del sistema delle norme in materia di enti preposti alla tutela ambientale, non è dato evincere convincenti indicatori normativi che possano soccorrere allo scopo, con rischi di accoglimento degli eventuali ricorsi». Per poi concludere che «la contrapposizione venutasi a creare appare, senz’ altro, idonea, per come lo statuto ha individuato le quote di rappresentanza dell’ ente, a renderne impossibile il funzionamento». In sintesi l’area marina protetta, azzoppata nei suoi organi principali, lo è di conseguenza anche nella sua attività. Allo stato attuale infatti l’ente di tutela ha un’assemblea (composta dai rappresentanti dei tre comuni) ma non ha un presidente e un consiglio di amministrazione. Inoltre non ha nemmeno un direttore dopo la fine del contratto con Augusto Navone.

Per il Consorzio di gestione dell’Amp, che in 18 anni aveva brillato per efficienza ma anche per assenza di contrasti politici, prende la strada del commissariamento. Altre esperienze simili nel resto d’Italia hanno visto l’affidamento temporaneo della sua gestione alla Capitaneria di porto in attesa della nomina del commissario straordinario indicato dal ministero della Transizione ecologica.

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