Vola la nautica in Gallura
Il rapporto Unioncamere conferma la leadership di Olbia nel settore. L’obiettivo ora è la nascita di un polo per la formazione professionale
Olbia I numeri non mentono e pongono Olbia e la Gallura al centro della nautica in Sardegna. Il progetto del distretto nazionale a Cala Saccaia poggia su basi solide, come emerso dal seminario svolto ieri al museo archeologico nell’ambito del convegno “Programmare la formazione per lo sviluppo e l’occupazione: verso il distretto di eccellenza della nautica in Sardegna”, organizzato da Aspal. La scelta di Olbia, dunque, non è casuale. La città punta al polo di alta formazione dell’industria nautica in Sardegna, che sarebbe uno dei requisiti più importanti per l’eventuale investitura a distretto nazionale della nautica da diporto.
Le certezze sono nei dati forniti da Pietro Esposito, segretario generale di Unioncamere Sardegna. L’isola ha 68 porti e approdi turistici, seconda regione italiana dopo la Liguria. Il nord Sardegna ne ha 42, ma di questi quasi il 70% sono a Olbia e in Gallura. Su 21.275 posti barca totali, quasi 14 mila sono tra Olbia, la Gallura e una parte anche nel sassarese. Su 1362 posti barca nei campi boa, oltre mille sono nelle coste galluresi. La Gallura, soprattutto Olbia, hanno il 64% delle imprese nautiche primarie. «La nautica a Olbia è fondamentale per il suo effetto trainante nei confronti di tante altre imprese», ha sottolineato Sebastiano Monni, assessore comunale all’Urbanistica.
Al centro del dibattito la conclusione del progetto Interreg Italia-Francia, per la rete transfrontaliera del mercato del lavoro e dei servizi per l’occupazione. L’evento dedicato al distretto formativo della nautica, uno dei comparti più resilienti e con un trend di crescita costante anche nel periodo post Covid, rientra nel programma Interreg e della rete Mare e ha ospitato un confronto fra i poli formativi della nautica nazionali ed europei, con un taglio internazionale attraverso il coinvolgimento delle migliori pratiche del settore e dei partner progettuali, italiani ed europei.
«L’economia del mare è green e innovativa, servono figure fortemente professionalizzate e lavoriamo in questo senso – ha spiegato Alessandra Zedda, assessora regionale al Lavoro e Formazione professionale -. Presto chiuderemo un accordo per un importante progetto di formazione con La Maddalena, per garantire figure in grado di animare l’economia del mare su un mercato transfrontaliero che vede Olbia e la Gallura in prima fila e aperte verso il mondo». «Il progetto Mare ha posto le basi per un nuovo inizio, vogliamo capitalizzare gli investimenti fatti e puntare con decisione sulla formazione nella blue economy», ha confermato Maika Aversano, direttrice generale dell’Aspal.
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