Arzachena, cittadini e Comune contro il campo boe davanti a Cala Granu
La società Anchor Bay ha presentato domanda per sistemare 3 gavitelli destinati a ospitare yacht fino a 160 metri
Arzachena Un parcheggio per maxi yacht davanti alla spiaggia d’argento di Cala Granu. Contro la richiesta inviata alla Regione, che dallo scorso anno ha sottratto ai comuni la competenza sul Demanio, parte la controffensiva del Comune e di un gruppo di cittadini. La battaglia popolare mette insieme i proprietari di abitazioni di Cala De Flores 1 e 2, Cala Granu, Sea Smeralda, Cala Corallina, La Marina di Cala Granu, Pleiadi. Già inviata una richiesta di aiuto al sindaco Roberto Ragnedda e alla vice sindaco Cristina Usai.
La richiesta della società Anchor Bay Benefit s.r.l prevede l’installazione di tre boe alle quali far attraccare, da giugno a settembre, maxi yacht fino a 160 metri. Davanti a Cala Granu «spiaggia di sabbia bianchissima lunga meno di cento metri, che quando spira il maestrale si tinge di rosa, affiancata da due stupende scogliere di granito rosa». Così la descrivono con parole d’amore e di poesia i cittadini a cui Gabriella Mezzanotte dà voce.
«Questo comporterebbe la permanenza da giugno a settembre di imbarcazioni enormi, che rovinano costa e paesaggio, provocano costanti e intollerabili immissioni sonore e interferiscono gravemente con la vita della fauna presente in loco, oltre a rendere invivibile il soggiorno alle migliaia di proprietari frontisti e turisti che gravitano intorno a Cala Granu».
Cala Granu si trova in una posizione naturalistica straordinaria. A meno di 2 miglia marine dalle isole Li Nibani e Le Bisce, isole a protezione integrale che fanno parte del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena «e dunque rientra nella fascia di mare tutelata da un divieto di navigazione, ancoraggio e sosta per navi di grandi dimensioni, imposto con apposito decreto ministeriale sin dal 2012». Il via libera della Regione, secondo i cittadini che protestano «di fatto bloccherebbe tutto quel tratto di mare fronte spiaggia con tre gigantesche boe collegate a corpi morti del peso di 230 tonnellate e occupando uno specchio acqueo pari a circa 240mila metri quadrati».
Ma la battaglia dei cittadini non è solitaria. Il sindaco Roberto Ragnedda scende in campo al loro fianco. «Non possiamo che essere contrari e abbiamo già presentato le nostre osservazioni per bloccare questo campo boe», assicura il primo cittadino.
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