Da Porto Rotondo a San Pantaleo la grande sfida dei mercatini chic
La vetrina nell’area pedonale di via Belli
Porto Rotondo È mezzogiorno in punto, il sole picchia forte. Eppure, i raggi qui prima di arrivare devono districarsi tra i rami degli alberi e passare attraverso i tessuti esposti, i vetri colorati appesi, i fili di lino delle camicie e il cotone dei prendisole. Il mercatino del mercoledì di Porto Rotondo è nel vivo della sua estate, e ormai è una tappa che i frequentatori della zona hanno imparato a conoscere. Insieme agli omologhi di Porto Cervo e soprattutto della più celebre San Pantaleo, entra nella nicchia dei mercatini chic, quelli che propongono artigianato che sa di arte, di buona qualità e di eleganza sopraffina
Il contesto rotondino è del tutto artistico, cammina tra i lastricati di via Belli e piazza Cascella, isola pedonale del borgo. Quest’anno ha aperto i battenti il primo giugno e rimarrà attivo sino al prossimo 28 settembre. Organizzato dal Centro commerciale naturale di Porto Rotondo, il mercatino ha raggiunto le trenta postazioni con altrettanti stand di artigiani, commercianti e collezionisti e si coccola già alcuni espositori esclusivi, che in zona hanno scelto di proporre le proprie creazioni solo nel borgo d’arte.
Vengono da Olbia, da altre zone della Gallura e dell’isola e anche da fuori. Inteso come penisola o estero. «Forte dei Marmi» alza la mano Carmen, sorridente, occhiali da sole sul naso e fare da mercante, da chi è abituata a stare dall’altra parte del banco. Fa qualche battuta, non vuole essere fotografata ma poi si mette in posa e mostra tutti gli articoli esposti nel suo stand di biancheria per la casa. «I turisti ci sono, sono arrivati e adesso siamo forse nel periodo clou». Lei è un habitué del mercato “Porto Rotondo in fiera”, così come Claire, nel banco di fronte. Lei, francese «della costa atlantica», ogni estate ha cambiato postazione e ora, nella parte iniziale di via Belli, dice: «qui è bellissimo. È piacevole fare un mercato in un contesto del genere. Non ha la storia di San Pantaleo, ma riesce a essere molto pittoresco. Pure qui passano italiani così come persone di tutte le nazionalità: francesi, olandesi, austriaci, spagnoli, russi». Lei crea gioielli e riunisce creazioni di altri artigiani. Aggiunge: «e poi ci sono persone che stanno cominciando a preferire il mercoledì qui al giovedì di San Pantaleo perché diventato troppo caotico».
Qualche metro più avanti, un piccolo banchetto al centro della strada pedonale mette in esposizione candele profumate. Realizzate artigianalmente da Davide Deiana, «con cera di soia, con una lavorazione naturale, da piante sarde». C’è la candela al vento di maestrale, alla primavera di Sardegna, alla cucina di Gallura. Martino Vertova viene invece da Brescia «come ogni anno» e propone i suoi manufatti artigianali in vetro. Le sue meduse colorate appese sono tra i prodotti più fotografati dai passanti. «Che clientela ha questo mercatino? Gli affezionati, soprattutto. Tanti, in particolar modo quelli stranieri, che tornano a trovarci di anno in anno e si ricordano puntualmente dell’appuntamento settimanale e anche di noi singoli mercanti da cui avevano comprato».
Sì, perché andare per mercatini è diventato un modo di “essere in vacanza”, da curiosi e coraggiosi quanto basta per sfidare la calca e il caldo torrido di questi giorni. Solo per cercare e trovare l’oggetto dei sogni, ma anche per conoscere posti nuovi o riscoprirne altri già celebrati. Naturalmente prima che gli stessi mercatini diventino prima di tutto moda e poi addirittura mito, così come è già accaduto a San Pantaleo. Lo storico mercatino della Costa Smeralda che in Gallura ha inaugurato il filone d’oro della bancarella d’autore.
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