Olbia, il parco sul fiume è abbandonato: Padrongianus dal 2015 aspetta una seconda vita
Interrogazione di Liberi Uniti sul futuro
Olbia La classe politica distratta l’ha condannato all’oblio sette anni fa. Dimenticato, maltrattato, abbandonato. Il parco fluviale del Padrongianus è un eden urbano che meriterebbe più attenzione. La Provincia di Olbia-Tempio se n’è disfatta poco prima di essere cancellata. La promessa dell’amministrazione Nizzi di dargli nuova vita e restituirlo alla comunità è rimasta un impegno scritto nell’agenda politica di alcuni anni fa, ma con l’inchiostro simpatico. La porta di ingresso del parco, che fino a qualche tempo fa era la foglia di fico sulla vergogna dell’abbandono, ora è spalancata. Di fronte, abbattuta, la pensilina di legno che dava il benvenuto ai visitatori. Chiunque può entrare e vedere con i suoi occhi come si declinano le parole abbandono e spreco di soldi pubblici. Una risorsa ambientale straordinaria, estesa su 33 ettari. Un luogo capace di offrire ristoro in giornate bollenti come questa estate, ma anche un angolo di svago sicuro per le famiglie e i bambini. Una straordinaria alternativa al parco Fausto Noce, dalla parte opposta della città. «Con forte rammarico dobbiamo sottolineare che a distanza di 10 mesi dall'inizio della legislatura, la commissione Ambiente non si è ancora riunita – spiega il capogruppo di Liberi Insieme e componente della commissione Ambiente Davide Bacciu –. Tra i temi importanti da approfondire, oltre alle problematiche attinenti le discariche dei rifiuti che persistono in città e nell'agro, avremmo voluto affrontare il tema del parco fluviale del Padrongianus, gioiello della città lasciato in totale abbandono da anni. Saremo costretti a fare una interrogazione consiliare, cosa che si sarebbe potuto evitare con l'approfondimento in commissione, proprio per conoscere i progetti e le risorse, se ci sono, che l'amministrazione intende investire per quell'angolo di paradiso dimenticato».
Inaugurato nel 2009 dalla Provincia di Olbia-Tempio, trasformato in un parco attrezzato con area giochi per bambini e un info point, scelto dalle scuole per progetti e laboratori di educazione ambientale, mostra da subito il suo valore di polmone verde urbano ed entra nel cuore degli olbiesi. Nel 2015 però, l’ente di via Nanni ormai destinato a subire l’eutanasia da referendum, senza soldi in cassa e prospettive, sigilla le porte del parco.
Il Comune, con l’allora assessore all’Ambiente, Giovanna Spano, giunta Giovannelli, ottiene il voto unanime del consiglio comunale per acquisire lo spazio verde. Nel maggio 2019, giunta Nizzi, quell’accordo viene ulteriormente perfezionato e la Provincia cede il parco al Comune per una gestione di 99 anni. L’allora assessore all’Ambiente, Gesuino Satta, annuncia che l’amministrazione Nizzi ha pronto un progetto di riqualificazione e valorizzazione. Che però, dopo tre anni, nessuno ha mai visto. Nel frattempo l’erba all’interno del parco. è cresciuta, si è seccata e pian piano digerisce scivoli, altalene, panchine, percorsi verso il fiume. I vandali hanno fatto il resto. Cannibalizzato l’info point, macchiati di vernice rossa mura e arredamento, portati via infissi e pannelli solari, spazzato via l’impianto elettrico. Qua e là tracce di brindisi di gruppo.
Il fratello meno fortunato del parco Fausto Noce aspetta che la politica smetta finalmente di ignorarlo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
