Olbia, parcheggi come discariche al Geovillage
Spuntano carcasse d’auto abbandonate e sacchi di rifiuti. Nel compendio diventato un villaggio fantasma prolifera il degrado
Olbia Il Geovillage come il deposito di uno sfasciacarrozze. Nel villaggio fantasma qual è diventato ormai da un anno e mezzo, insieme all’incuria proliferano le auto abbandonate. Il compendio di zona industriale – che attende la sua rinascita per iniziativa del Cipnes che ha offerto 10 milioni di euro alla curatela fallimentare per la riacquisizione – sembra essere diventato il luogo ideale dove disfarsi di macchine che non servono più. Solo nel parcheggio della piazzetta se ne contano ben sette. Una a fianco all’altra, alcune mezzo nascoste dalle fronde degli alberi cresciute a dismisura. Tutto intorno, bustoni colmi di rifiuti, bombole del gas, bidoni in plastica. La carcassa di una Doblò senza più ruote e sportello posteriore “vomita” sull’asfalto mondezza di ogni genere. Il parcheggio si è trasformato in una discarica. Ma basta fare un giro qua e là per scoprire altre macchine abbandonate, in angoli più nascosti. Come nel parcheggio dietro le Torri. Anche lì c’è un’auto chissà da quanto tempo. La sorreggono dei blocchetti, gli hanno portato via le ruote. Nel buco nero di oltre un anno e mezzo che ha segnato la vita del Geovillage, l’incuria ha preso il sopravvento.
Per l’ex impero della famiglia Docche si attende ora la svolta. Il via libera ufficiale con la sottoscrizione di un accordo con la procedura fallimentare della “Sviluppo Olbia” per la cifra di 10 milioni di euro che consentirà al Cipnes di riacquisire al proprio patrimonio l’area su cui è stato costruito il Geovillage. I tempi inizialmente previsti per fine luglio, sono slittati a settembre. Ma il confronto in atto volge sempre nella stessa direzione. E l’obiettivo è quello di farlo ripartire al più presto, strappandolo al degrado in cui è precipitato dopo l’ultima gestione scaduta il 31 dicembre 2020 (attraverso la Real Effegì di Fabio Docche, società anche questa fallita). Da allora, il mega complesso è chiuso e a tenerlo in vita per un periodo sono state alcune società sportive grazie a un accordo tra la curatela fallimentare e l’Olbia calcio che aveva preso in affidamento gli impianti sportivi. Se l’accordo proposto dal Cipnes andrà in porto, il compendio sarà destinato a servizi di pubblica utilità nel settore sportivo, ricreativo e della ricettività. Ma nel suo futuro c’è anche un campus universitario. Con residenza e servizi a supporto degli studenti universitari e dei nuovi istituti tecnologici superiori (Its Academy) entrati a fare parte integrante del sistema terziario di istruzione tecnologica superiore. Una realtà tutta nuova per il Geovillage, che troverà casa in una parte del complesso ricettivo del villaggio. Nel frattempo, però, il maxi complesso che dal 31 dicembre 2020 è nelle mani della curatela fallimentare, è nella morsa del degrado.
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