Olbia, moria di cozze: si teme che i risarcimenti non arrivino
La conta dei danni. Bigi: «Su 16 aziende, più della metà sono state colpite dalla moria»
Olbia Nei primi dieci giorni di settembre i filari verranno esaminati per capire quante cozze sono rimaste e quante sono andate perdute. L’ultimo dato reso noto dai molluschicoltori olbiesi, una settimana fa, stimava una perdita di un milione e mezzo. La cifra è destinata a salire.
E pensare che l’anno era partito bene. Poi lo stop improvviso. L’acqua ha cominciato a scaldarsi e le cozze a morire una dietro l’altra. Mentre si fa la conta di fine stagione, sorge anche il nodo-indennizzi. «In settimana abbiamo avuto un accertamento da parte dell’autorità sanitaria insieme alla Direzione marittima, giovedì ci sarà il sopralluogo dei tecnici dell’Argea – spiega Raffaele Bigi, presidente del Consorzio molluschicoltori di Olbia –. Attendiamo di parlare con l’assessorato regionale all’Agricoltura per capire le possibilità di rientrare all’interno di fondi europei specifici per questi casi». Serve conoscere le reali possibilità di ottenere un indennizzo, «considerato anche che parliamo di perdita non di produzione ma di fatturato. Il tempo è la cosa che ci spaventa». Dice così perché ricorda un’analoga perdita nell’agosto 2018 che venne risarcita alle aziende solo nell’ottobre 2020. «Per alcuni, aspettare due anni significa smettere di lavorare». L’annata stava andando bene, almeno fino a luglio. «Qualche perdita ma tutto nella norma. Poi, nella prima settimana di agosto, la temperatura del mare si è alzata ed è diventata insopportabile per i mitili. Così è cominciata la moria: dalle zone esterne a quelle più interne del golfo. Ci sono aree che hanno perso il 100 % degli allevamenti. In altri casi, le stime variano tra il 20 e il 50 %. Sulle sedici aziende del Consorzio, poco più della metà sono state interessate dal grave fenomeno. E non è scontato che l’indennizzo arrivi per tutti. «Le norme prevedono la copertura di un calo confrontato con la media dei tre anni precedenti – spiega Bigi –, ma in questo caso rientrano il 2020, dove ci sono stati mesi di totale blocco, e il 2021 che pure è stato lento. È quindi probabile che la media di quest’anno risulti relativamente più alta. I numeri, prima dell’evento di agosto, erano elevati. Ciò vorrebbe dire rimanere esclusi dagli indennizzi». Chiederanno che venga proclamato lo stato di calamità naturale per avere il risarcimento della perdita di reddito subita dalle aziende, si spera quantomeno nei fondi regionali. L’incontro è previsto nella seconda settimana di settembre. Ma l'emergenza non ha fermato la produzione. È comunque andata in scena a Cala Saccaia in piazzetta Bigi la quinta edizione dell'evento di degustazione e solidarietà "Mytilus" organizzato da Quattro B che ha permesso di offrire cozze a più di 200 persone e raccogliere fondi per la onlus Casa Silvia.
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