La Nuova Sardegna

Olbia

Vertenza fantasma

Air Italy, scade il preavviso: il licenziamento è compiuto, metà dei lavoratori sono sardi

Marco Bittau
Air Italy, scade il preavviso: il licenziamento è compiuto, metà dei lavoratori sono sardi

Posata la pietra tombale sull’avventura dell’ex Alisarda. Non è stato salvato un solo posto di lavoro e ai dipendenti resta la Naspi

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Olbia Questa settimana la posa della pietra tombale sulla sorte di circa 1500 lavoratori ex Air Italy-Meridiana, la metà in Sardegna. Termina, infatti, il dovuto periodo di preavviso e si completa la procedura di licenziamento di piloti, assistenti di volo, tecnici, impiegati e operai. In buona sostanza, si chiude (male) l’avventura della compagnia aerea fondata a Olbia dall’Aga Khan negli anni Sessanta. E si chiude (peggio) la vertenza fantasma che riguarda centinaia di lavoratori e le loro famiglie. Fantasma perché figlia di nessuno, dimenticata da tutti e scomparsa dai radar della politica nazionale e regionale persino durante le campagne elettorali.

È il sindacato di base Usb a ricordare l’ultima tappa della procedura di licenziamanto collettivo. «Non sarebbe dovuta finire in questo modo, non in un Paese normale – dicono Francesco Staccioli, Stefano Bassani, Alessandro Brandanu, Riccardo Lonetto e Omar Trudu – con grandi isole abitate da milioni di persone, in una delle quali Alisarda prima e Meridiana poi hanno garantito la mobilità dei residenti per decenni. Oggi la beffa con 800 lavoratori sardi appena licenziati. Tutto questo nell’estate dei disastri del trasporto aereo, messo in ginocchio dalla mancanza di personale. Questo perché abbiamo appaltato il trasporto aereo alle low cost irlandesi, ungheresi, spagnole, oppure abbiamo pensato che le compagnie di altri paesi potessero coprire il servizio al posto delle nostre, commettendo un colossale errore politico oltre che una scelta folle che ci costa oggi quasi tre miliardi l’anno in minori entrate fiscali e che con il rincaro dei prezzi mostrerà nei prossimi anni la miopia della visione avuta da chi vedeva nel mercato selvaggio il rimedio».

Che fine fanno i lavoratori licenziati è presto detto. «Oggi – dice l’Usb – i lavoratori Air Italy sono definitivamente entrati nell’universo indefinito della Naspi, senza che le istituzioni siano riuscite a salvaguardare un patrimonio industriale e un solo posto di lavoro, che oggi avrebbe potuto fare la differenza in questa folle estate di boom del trasporto aereo. Invece, i lavoratori adesso devono accettare di tornare precari e fare l’esercito di riserva per Ita, azzerando l’anzianità e con il salario più basso di Ryan Air. Noi crediamo che la fine dei vettori nazionali non dovrebbe essere irreversibile, così come non lo è l’assenza di una grande compagnia aerea di riferimento in Italia: ci sarebbe tanto da fare se ci trovassimo di fronte una classe politica all’altezza». «Adesso – conclude l’Usb – vogliamo abbracciare e sostenere tutti i lavoratori Air Italy Meridiana che oggi non vogliono smettere di guardare lontano, senza dimenticare niente di ciò che è successo. Perché solo chi dimentica e si arrende muore, gli altri resistono».


 

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