Concerto sotto la ruota panoramica: Salmo paga una multa di 5000 euro
Scagionato Lupetti, un dipendente della ditta si oppone al decreto penale
Olbia Si chiude con un decreto penale di condanna il concerto fantasma della vigilia di ferragosto 2021 sotto la ruota panoramica di Olbia, in piena pandemia e con un mega assembramento di 3500 persone. Una multa di 5000 euro e pratica chiusa per Salmo. Identica multa anche per Alfredo Sechi, dipendente della ditta Lupetti e addetto alla ruota panoramica, ma per lui la pratica non è affatto chiusa visto che ha presentato opposizione al decreto e andrà a processo. Esce di scena, invece, Kevin Lupetti, l’imprenditore proprietario della ruota “La maestosa” sotto cui era stato improvvisato il palco del concerto. Per lui il magistrato ha accolto le richieste dei suoi difensori – gli avvocati Antonello Desini e Nicoletta Mani – ed è stato scagionato. Lupetti si è sempre difeso sostenendo che l’esibizione di Salmo non era stata concordata e che lui in quei giorni neppure era a Olbia.
Singolare la conclusione cui è giunto il tribunale di Tempio sul concerto-pasticcio che tanto aveva fatto discutere e litigare sui social l’estate scorsa (Salmo versus Fedez, tutto il mondo contro Salmo e via insultando). Pagano una multa il rapper olbiese superstar e un semplice dipendente della ditta Lupetti. Che infatti l’ha presa malissimo e ha presentato opposizione assistito anche lui dagli avvocati Antonello Desini e Nicoletta Mani. Scagionato il titolare, invece, che si aggiunge alla lista dei tanti “io non c’ero e se c’ero non sapevo” di questa vicenda paradossale. Un concerto fantasma, appunto, con ben 3500 persone accalcate sotto il palco.
Per tutto il corso dell’inchiesta, aperta e condotta dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso, Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, e Kevin Lupetti sono stati indagati con l’accusa, in concorso tra loro, di aver organizzato uno spettacolo «alla presenza di circa 3500 persone senza darne avviso, almeno tre giorni prima, al questore» e di averlo tenuto «benché sprovvisti dell’autorizzazione dell’autorità locale di pubblica sicurezza». Un concerto, dunque, la cui organizzazione non era mai stata comunicata al questore di Sassari che dunque non l’aveva mai autorizzata, con violazione al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Si tratta di un reato contravvenzionale, appartenente cioè alla categoria di minore gravità. Il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, aveva dato il via agli accertamenti all’indomani del concerto di Salmo: l’obiettivo del magistrato era ricostruire tutti i passaggi che avevano portato all’organizzazione di un evento non autorizzato che ha provocato l’assembramento di migliaia di persone, alla faccia delle prescrizioni e ai decreti legge anti Covid, e a fare chiarezza sulle eventuali condotte e ruoli svolti da persone con incarichi pubblici. Nelle mani del procuratore le relazioni della Capitaneria di porto di Olbia e della squadra mobile della Questura di Sassari.
A Kevin Lupetti, peraltro, proprio la Capitaneria di porto di Olbia aveva già inflitto una multa di mille euro per l’utilizzo improprio dello spazio demaniale avuto in concessione dall’Autorità portuale della Sardegna per la ruota panoramica. Questo a conferma, ancora una volta, che nessun concerto poteva svolgersi sotto “La maestosa”. Alla fine, comunque, tanto rumore per niente. E ritornano in mente le polemiche di quei giorni, soprattutto sui social. In particolare, il concerto di Salmo non autorizzato e “improvvisato” era finito nella bufera innescata dall’attacco di Fedez. «Alzare il rischio sanitario di una regione non fa di te un artista, fa di te un narcisista», aveva scritto in un post attaccando il rapper olbiese. Dal canto suo, Salmo aveva difeso il suo show definendo patetiche le «regolette imposte per i concerti». Dietro le quinte anche le polemiche per le limitazioni allora imposte al mondo dello spettacolo in piena pandemia. Sotto accusa i politici, a loro volta protagonisti non di concerti ma di comizi in piazza super affollati e senza le prescritte distanze e mascherine. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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