Vertenza Gallura, arriva un autunno caldo
Dalle strade inadeguate alla sanità che non garantisce i servizi. Cgil, Cisl e Uil annunciano una serie di manifestazioni di protesta
Olbia Strade, sanità, agroalimentare e Zone economiche speciali. Sarà un autunno caldo. I sindacati confederali annunciano una mobilitazione generale sui grandi problemi della Gallura. Un richiamo ai cittadini, al territorio. Sul banco degli imputati la politica regionale, assente, inconcludente. Il messaggio lanciato da Cgil, Cisl e Uil dalla sala consiliare dell’ex Provincia di Olbia-Tempio è uno schiaffo all’apatia e richiama la nuova declinazione della “Vertenza Gallura” attraverso un percorso itinerante, che vuole mettere insieme tutte le comunità in una grande rivendicazione popolare.
La marcia. Il primo appuntamento è per sabato 17 settembre con un grande corteo che partirà da piazza Nassiriya e che raggiungerà l’ospedale Giovanni Paolo II per chiedere un’offerta sanitaria di qualità in un territorio che vuole pari opportunità e diritti di cittadinanza uguali alle altre parti della Sardegna. Una mobilitazione che vuole risvegliare la Gallura dal torpore, davanti a uno scollamento tra cittadini e rappresentanti politici. Il secondo appuntamento è già stato calendarizzato: nelle prime settimane di ottobre ci sarà un blocco della strada Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa, per alzare la voce sul tema dei trasporti e della mobilità. «Chiamiamo i cittadini, le associazioni, tutti i rappresentanti delle forze vive del territorio a rispondere alla mobilitazione per una sanità all’altezza della Gallura – sottolinea Mirko Idili, segretario generale della Cisl Gallura –. Dobbiamo contribuire tutti a mettere in campo una proposta condivisa con l’obiettivo di migliorare l’offerta sanitaria e ricompattare il territorio intorno a un progetto di sviluppo più ampio». Il tema della mobilità interna, la chiusura di Air Italy, una rete ferroviaria inesistente costituiscono i punti su cui si incentrerà la seconda mobilitazione. Poi c’è l’agroalimentare, con la valorizzazione delle eccellenze e l’allargamento della Zona economica speciale all’Alta Gallura. «Ritengo sia fondamentale capire che la mobilitazione che inizierà il prossimo sabato è finalizzata a dire che noi non ci stiamo, ma che chiediamo soprattutto la convocazione degli Stati generali della sanità in Gallura con un tavolo di confronto per una proposta da portare all’attenzione del Consiglio regionale – spiega Idili –. Vogliamo una offerta sanitaria pubblico-privata all’altezza, e misureremo i politici locali anche su questo nelle elezioni politiche del prossimo 25 settembre».
Sanità allo sfascio «L ’emergenza sanitaria non è dovuta al Covid, ai prepensionamenti o al reddito di cittadinanza, sono problemi che si trascinano da tempo e i responsabili sono gli amministratori regionali che dopo più di mille giorni di governo non hanno trovato una soluzione o hanno assunto scelte scellerate come tagli e ridimensionamenti che non garantiscono un’offerta sanitaria dignitosa – spiega Luisa Di Lorenzo, segretaria generale della Cgil Gallura –. Il nostro territorio è in emergenza, con personale ridotto all’osso, che lavora allo stremo, con ordini di servizio al limite dell’illegittimità, con il dato più preoccupante circa la mancata prevenzione, senza screening gratuiti. Chiediamo ambulatori geriatrici, il taglio delle liste d’attesa e la telemedicina per dare risposte immediate alla Gallura». Sulla stessa lunghezza d’onda Daniel Deiana, delegato confederale della Uil Gallura. «Assistiamo a un silenzio assordante su temi importanti come la sanità e i trasporti, in Gallura tutto tace e siamo noi a doverci far sentire – sottolinea Deiana –. L’ospedale di Olbia è sottodimensionato, Tempio e La Maddalena sono stati smantellati, le guardie mediche turistiche non ci sono più. Sabato prossimo dobbiamo essere tanti, dobbiamo far sentire la nostra voce».
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