Dissequestrato il Magnum 70 della famiglia Berlusconi
Il naufragio a Li Nibani, scaricati i dati dei gps
Porto Cervo “Sweet dragon”, il motoscafo Magnum 70 della famiglia Berlusconi, è stato dissequestrato. Il provvedimento è stato assunto ieri dal pubblico ministero Daniele Rosa che si sta occupando dell’inchiesta sull’incidente in mare avvenuto al largo di Porto Cervo costato la vita al manager britannico Dean Kronsbein, 61 anni, che era a bordo del suo yacht “Amore”(foto), finito contro gli scogli dell’isolotto “Li Nibani”. Al termine degli accertamenti eseguiti dai consulenti di accusa e difesa sulle due imbarcazioni e nel tratto di mare dov’è avvenuto il naufragio di “Amore”, il magistrato ha disposto il dissequestro del Magnum ritenendo che tutte le verifiche fossero state eseguite. I consulenti della Procura dovranno ricostruire la dinamica dell’incidente e accertare attraverso l’esame della strumenti di bordo, velocità, percorso e direzione delle imbarcazioni. Il 29 agosto scorso sono stati scaricati tutti i dati contenuti nel gps e nei motori del motoscafo della famiglia Berlusconi, utili, appunto, a ricostruire la dinamica dell’incidente, e successivamente è stato eseguito un sopralluogo nel tratto di mare teatro del naufragio. Tutti gli accertamenti sono avvenuti in presenza dei consulenti di accusa e difesa. Per la morte di Kronsbein sono indagati il comandante dello yacht Mario Lallone, difeso dall’avvocato Egidio Caredda, e il comandante di Sweet dragon, Luigi Cortese, assistito dall’avvocato Fabio Varone. La versione sostenuta da Lallone fin dall’inizio è di essere stato costretto a cambiare improvvisamente rotta per non entrare in collisione col Magnum 70, versione che anche i familiari della vittima starebbero sostenendo. Ma il comandante della Sweet dragon sostiene che lo yacht Amore abbia sbagliato manovra, mettendosi a rischio collisione. (t.s.)
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