Olbia, Piano Technital a passo lento: si preparano i primi carotaggi
Pubblicata la richiesta di manifestazione di interesse per 637mila euro: le imprese chiamate a partecipare al bando per le analisi del terreno
Olbia Le immagini dei comuni delle Marche travolti da un fiume di fango portano a galla ricordi intrisi di paura, disperazione, morte. Nel cuore di chi ha vissuto l’alluvione del 2013 il ricordo è nitido, come fosse ieri. Ma il 18 novembre sarà il nono anniversario di quella tragedia. Oggi come allora, salvo alcuni interventi su qualche ponte tappo (l’ultimo quello di via Vittorio Veneto in corso) Olbia aspetta la rivoluzione della sicurezza promessa più volte in tempi rapidi.
Che però la meta sia ancora distante lo dice l’avviso del Comune per acquisire manifestazioni di interesse. L’oggetto sono delle indagini ambientali e sul terreno per 637mila euro, necessarie per aggiornare il quadro delle conoscenze. Per dirla in modo semplice si tratta di sondaggi del terreno, carotaggi con profondità variabili da 5 a 40 metri dal piano di campagna, dei quali 3 in mare, analisi sui campioni prelevati per determinare la qualità ambientale dei terreni oggetto di scavo.
La manifestazione di interesse serve al Comune per poi invitare le aziende a una partecipazione negoziata. Indicati anche i tempi per realizzare gli interventi: 56 giorni per l’ambito urbano; 70 per quello extraurbano; 49 giorni per la parte di geofisica e 21 per le prove in acqua. Più un altro mese per la consegna della relazione conclusiva.
Il nono anniversario dall’alluvione sarà ancora un volta nell’attesa della grande opera di mitigazione del rischio idraulico. Che nella mente del sindaco Settimo Nizzi è molto chiara. Il Piano Technital senza vasche di laminazione e un grande tunnel sotterraneo intorno alla città in cui far convergere le acque in caso di piogge eccessive. Ma lo sa bene anche la Regione, con l’affidamento al Comune dei pieni poteri per la gestione dell’opera, ha chiuso in maniera tombale la querelle sul miglior piano tra il Mancini, ereditato dalla giunta Giovannelli e cassato da Cagliari per problemi legati all’impatto ambientale e il Technital.
Nel mese di gennaio infatti il governatore Christian Solinas, come soggetto attuatore del commissario di governo contro il dissesto idrogeologico della Sardegna, ha firmato una ordinanza con cui ha assegnato al Comune una sorta di passaggio di deleghe. L’ente è stato infatti scelto per eseguire le attività tecnico-amministrativo legate alla progettazione, all’affidamento dei lavori e all’esecuzione. Un incarico chiesto più volte dal sindaco Nizzi per dare uno scossone a progetti inchiodati da troppo tempo nelle stanze cagliaritane. L’assessorato regionale ai Lavori pubblici non ha più alcun potere sull’opera, competenza che in passato aveva portato a degli scontri feroci sul Piano Mancini con ricorsi anche alla giustizia amministrativa. Si è spostata quindi a Olbia la cabina di regia.
Ma l’impresa resta ardua. Prima di tutto perché si deve correre per non perdere il finanziamento di Stato. 150 milioni di euro stanziati dal Governo e che, salvo deroghe, dovranno essere investiti entro il 31 dicembre 2022.
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