Olbia, medico no vax sospeso due volte: condannato l’Ordine dei medici
Accolto il ricorso della professionista: «Ha dodici mesi di tempo per vaccinarsi»
Olbia È stata sospesa per la seconda volta dal lavoro il 26 luglio dall’Ordine dei medici di Sassari perché non si era vaccinata entro sei mesi dalla guarigione dal Covid, nonostante il tribunale di Tempio avesse disposto nell’ordinanza cautelare del 19 luglio il reintegro in servizio del medico no vax. E anche questa volta il giudice del lavoro ha dato ragione al medico condannando l’Ordine dei medici che ha violato l’ordinanza.
È l’ultimo atto della controversia di lavoro tra un medico no vax in servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Tempio, Maria Lucia Barmina, l’Asl Gallura e l’Ordine dei medici di Sassari. Il giudice del lavoro del tribunale di Tempio, Eleonora Carsana ha accolto il nuovo ricorso che il medico ha presentato attraverso il suo legale, l’avvocato Liliana Pintus, dopo essere stata nuovamente sospesa.
In breve la vicenda è questa. Maria Lucia Barmina, nel gennaio scorso aveva contratto il Covid e una volta guarita si sarebbe dovuta vaccinare entro tre mesi dal giorno del riscontro della positività per non incorrere nella sospensione. Il medico no vax non si è vaccinato. E la sospensione è arrivata immediata: il 26 aprile 2022 da parte dell’Asl Gallura che gli ha sospeso anche lo stipendio, con obbligo di vaccinarsi entro il 31 dicembre, e il 18 maggio anche da parte dell’Ordine dei medici. Contro i due provvedimenti di sospensione è stato presentato ricorso. Il giudice le ha dato ragione e nell’ordinanza del 19 luglio ha disposto la riammissione nel posto di lavoro «potendo beneficiare di un termine di 12 mesi dalla guarigione per vaccinarsi». Il medico ha tempo fino al 1 febbraio 2023 per farlo. Ma pochi giorni dopo l’ordinanza del tribunale, l’Ordine dei medici l’ha sospesa nuovamente. Il provvedimento è stato impugnato. Fallito il tentativo di conciliazione per rifiuto del Consiglio dell’Ordine, il tribunale ha emesso l’ordinanza con cui ha accolto il ricorso del medico, ordinato la sua riammissione e ha condannato l’Ordine dei medici al pagamento di 5mila euro al medico e 4 mila all’Asl e altrettanto per le spese di lite. (t.s.)
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