Palau, franano le dune di Cala di Trana
Il crollo era stato annunciato mesi fa dall’associazione “Amici di Talmone” È la conseguenza di troppe presenze, dell’erosione e della mancata tutela dell’area
Palau Un crollo annunciato ma non meno amaro. Non si può certo parlare di fulmine a ciel sereno quanto successo a Cala di Trana, ecosistema ambientale unico, in cui domenica si è registrato il crollo di una parte del sistema dunale, attrazione irresistibile per i visitatori che, tuttavia, ora inizia a mostrare i segni della presenza umana sempre più insistente e maleducata.
Tutto come previsto, verrebbe da dire, ricordando il dossier presentato a settembre dall'associazione “Amici di Talmone e Cala di Trana" indirizzato al comune di Palau, Conservatoria delle coste della Regione, Corpo forestale e Capitaneria di porto. Come evidenzia Luciano Trincia, rappresentante dell'associazione. «Questo è il frutto dell’inazione di chi dovrebbe intervenire per la salvaguardia del territorio e non lo fa. Avevamo lanciato un appello per spingere le istituzioni competenti a mettere in atto azioni concrete di tutela delle dune ma non è stato fatto nulla e la situazione peggiora di giorno in giorno».
In occasione della pubblicazione del dossier era intervenuta la ricercatrice in geologia Myriam Stelletti, evidenziando che «col continuo calpestio e il comportamento scorretto dei bagnanti si va incontro a un'irreversibile erosione e danneggiamento dell'ambiente naturale, in particolare dell'apparato dunale e retro-dunale». Un'analisi che ha trovato piena corrispondenza in quanto accaduto e ora più che mai è opportuno ricordare l'invito fatto allora. «Chiediamo nuovamente al Comune di adoperarsi almeno per ripristinare la recinzione di corda ormai in pieno disfacimento e per apporre alcuni cartelli lungo la spiaggia per delimitare il transito e flussi».
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