La Nuova Sardegna

Olbia

L’ordinanza

Olbia, locali chiusi dopo l’estate. Il sindaco ordina: «Liberino il suolo pubblico»

Olbia, locali chiusi dopo l’estate. Il sindaco ordina: «Liberino il suolo pubblico»

Nizzi contro le tante attività aperte solo tre mesi: «Una situazione non più tollerabile»

26 ottobre 2022
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Olbia Tirati a lucido e pieni di gente d’estate, chiusi, desolati e ricettacolo di spazzatura appena la stagione turistica arriva alla fine. Dal corso Umberto ad altre zone della città, troppi gazebo e spazi pubblici dati in concessione a bar, ristoranti e altri locali vengono lasciati in abbandono per mesi, spesso fino alla primavera seguente dando un’immagine triste della città. Per Settimo Nizzi, il sindaco, è il momento di dire basta. Lo fa a margine della cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria all’imprenditore Vittorio Marzano.

«Oggi stesso – spiega – firmerò l’ordinanza con la quale verrà imposto di liberare al più presto gli spazi ai titolari delle attività che hanno ottenuto i permessi per l’uso del suolo pubblico e hanno chiuso i loro esercizi. Non è più tollerabile che la città sopporti questa situazione».

Nizzi lo dice con il piglio di chi ha perso la pazienza. Come tanti olbiesi, del resto. Per chi si è abituato a vedere le vie principali della città piene di gente a spasso o seduta ai tavolini di bar, gelaterie ecc., una camminata autunnale in centro, anche in una giornata festiva, provoca un’overdose di malinconia. Serrande abbassate, ma soprattutto strade, in particolare il corso Umberto, dove il senso di desolazione è acuito dagli spazi in concessione delimitati da siepi e altre barriere vuoti e in abbandono. Con la tendenza, peraltro, a riempirsi di polvere e cartacce che rendono difficile la vita di chi ha il compito di mantenere il decoro cittadino.

«Come finisce la stagione – aggiunge Nizzi – molti esercizi chiudono e lasciano il suo pubblico occupato da ombrelloni e ombrellini. Non si può più accettare, pertanto oggi stesso firmerò l’ordinanza con l’obbligo di sgomberare tutto e ripulire. Il provvedimento non riguarda ovviamente chi chiude per brevissimi periodi ma tutte le attività che restano sbarrate per mesi. O danno il servizio per il quale hanno ottenuto la concessione del suolo pubblico, o tolgono tutto».

Al di là del decoro, c’è anche l’aspetto economico. Avere le attività aperte significa gente che lavora. Niente di nuovo per l’economia turistica gallurese basata da sempre su una stagionalità ristretta. Ma è una situazione sempre meno tollerata dalla popolazione e dagli amministratori, che credono nel mitico allungamento della stagione: le aperte, dicono, sono già di per sé un motivo di richiamo per una fetta del mercato turistico che può essere attirato in città e in Gallura anche oltre l’estate. Anche per questo, promette il sindaco, l’ordinanza e l’amministrazione premieranno le imprese che tengono gli esercizi aperti: «Saranno premiati con la conferma e l’estensione dello spazio pubblico concesso. Chi apre solo per pochi mesi se lo vedrà dimezzare. Vale per Olbia e per tutto il territorio comunale». Località turistiche comprese, dunque. Il sindaco lascia comunque una porta aperta agli esercenti che si accordano e tengono aperte almeno una parte delle attività, evitando che la città sprofondi nella desolazione. In quel caso, non scatterebbero le “punizioni” annunciate ieri mattina. (a.se.)

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