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Il far west per la fibra ottica a Olbia, Nizzi: «Li teniamo d’occhio»

Il far west per la fibra ottica a Olbia, Nizzi: «Li teniamo d’occhio»

Proteste dei cittadini per l’aggressività dei cantieri di Tim e Open Fiber. Il sindaco: «Dovranno rimettere tutto a posto, il problema è transitorio»

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Olbia Strade scassate? Doppie trincee? Facciate delle case del centro storico violentate da cavi volanti, tubi e scatole, doppi anche loro, per i collegamenti della fibra ottica? Settimo Nizzi, il sindaco, assicura che la situazione è sotto controllo e che il far west che ha come protagonisti i due colossi della guerra nazionale per la rete ad alta velocità, ovvero Tim e Open Fiber, è temporaneo. Ai cittadini chiede pazienza. «Abbiamo fatto diverse riunioni con i provider e li abbiamo sollecitati a fare bene», spiega rispondendo alle proteste di chi risiede nella zona che comprende via Roma, via Regina Elena e il quartiere della Croce, subito alle spalle del lungomare nuovo di zecca, dove si “combatte” in questi mesi la battaglia tra i due concorrenti che progressivamente si estenderà a tutta la città. Le strade dove Tim e Open Fiber si inseguono per piantare i rispettivi paletti, ovvero una doppia rete della fibra ottica, sono sottosopra. Se le trincee sono state ricoperte di cemento, marciapiedi e facciate delle abitazioni cominciano a ricordare pericolosamente scorci delle favelas. Il sindaco, che del decoro del vicino lungomare ha fatto uno dei pilastri del suo attuale mandato amministrativo, ammette che il problema esiste ma che è transitorio.

«Abbiamo chiesto anche per iscritto – spiega – che i lavori vengano eseguiti in maniera corretta. In alcuni casi, abbiamo impedito al cantiere di andare avanti. È chiaro che le rifiniture vanno fatte come si deve: i cavi volanti sono inaccettabili, dovranno essere piazzati in apposite canaline, e anche tutto il resto dovrà essere rimesso in ordine. Sappiamo che a volte ci sono problemi con subappaltatori che non vengono controllati dai provider. Li abbiamo richiamati. Sia io che il dirigente comunale del settore li stiamo seguendo. In ogni caso, abbiamo le fideiussioni delle due aziende».

Che la rete della fibra ottica sia doppia, per Nizzi non è un problema. Fatti loro, dice nella sostanza. «A noi – spiega – interessa che la città abbia una infrastruttura fondamentale, che sia cablata con fibra ad alta velocità. Ai cittadini dico di avere pazienza, che si deve soffrire un po’ ma in cambio si avrà un servizio indispensabile per lo sviluppo della comunità». Le proteste non riguardano la rete di per sé, molto attesa da cittadini e aziende, ma le modalità con cui viene realizzata. Tim e Open Fiber combattono una guerra miliardaria a livello nazionale, senza trovare una soluzione per una rete unica (come lo sono, per dire, quella elettrica o quella del gas, ecc.) e quindi con investimenti doppi che alla fine verranno scaricati sugli utenti. La durezza della battaglia si misura, per quanto riguarda i cittadini, proprio nell’aggressività con cui i cantieri dei due colossi si muovono nelle strade della città. Senza andare per il sottile nell’esecuzione dei lavori e senza risparmiare gli edifici privati, dove pur di piazzare i propri cavi e borchie a volte si può sorvolare sui permessi necessari e sui diritti dei proprietari. (a.se.)
 

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