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Arzachena, ultimatum dell’hotel Citti alla Provincia: «Paghi o manderemo via gli studenti dell’Alberghiero»

di Claudio Inconis
L’istituto alberghiero di Arzachena
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L’istituto alberghiero di Arzachena

L’albergo ha vinto il bando per ospitare gli alunni in attesa che finiscano i lavori al convitto: «Ma da inizio anno non abbiamo visto un euro»

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Arzachena Due settimane per regolarizzare la situazione degli studenti, altrimenti ci sarà lo sgombero. Ha del clamoroso la protesta dei fratelli Citti, titolari dell'omonimo hotel di Arzachena in cui dall'inizio dell'anno scolastico dimorano i ragazzi che dovrebbero usufruire del convitto dell'istituto alberghiero Ipsar Costa Smeralda.

Con l’ indisponibilità della struttura, i cui ritardi nei lavori iniziano ad essere notevoli visto che inizialmente avrebbero dovuto concludersi entro il 31 agosto 2021, gli studenti già dallo scorso anno scolastico sono stati sistemati nell'hotel arzachenese, con disagi legati agli spostamenti dei ragazzi e alla struttura ricettiva stessa.

Il nuovo apice con la lettera inviata dagli amministratori dell'hotel Citti al commissario della provincia di Sassari Pietrino Fois, al dirigente scolastico Antonelo Pannella e al sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, con un messaggio inequivocabile. «Se entro il 25 novembre non avremo una determinazione scritta da parte della Provincia o del Comune che ci autorizzi a ospitare i ragazzi e si assumano i costi di affitto sostenuti sin dall'inizio dell'anno scolastico in base agli importi contenuti nel bando a cui abbiamo partecipato, i ragazzi e il personale dell'Ipsar dovranno liberare le camere dai loro effetti e restituircele».

I fratelli Citti ricostruiscono la vicenda. «Gli studenti del convitto sono ospiti dell'hotel dall'inizio dell'anno, li abbiamo accolti facendo seguito alle richieste verbali dei rappresentanti dell'istituto, supportate dalle rassicurazioni dell’ amministrazione comunale che, in caso di problemi con la Provincia, sarebbe intervenuta a copertura del debito. A tutt’oggi non abbiamo nessuna determinazione scritta né da parte della Provincia né da parte del Comune né da parte della scuola che ci autorizzi ad ospitare i ragazzi e se ne assuma gli oneri».

A peggiorare ulteriormente la situazione l'aspetto economico, che inizia ad incidere notevolmente. «Soltanto i costi vivi di gasolio, acqua, energia elettrica per tenere i ragazzi superano i diecimila euro al mese, senza contare i mancati introiti degli ospiti paganti che siamo costretti a rifiutare perché le camere che ci sono rimaste sono insufficienti. In questo stato di cose siamo costretti a prendere questa decisione drastica: se entro il 25 novembre non avremo una determinazione scritta chiederemo la restituzione delle stanze».

Spettatori interessati agli sviluppi della vicenda gli amministratori smeraldini che, pur non avendo responsabilità dirette sulla gestione dell'istituto, intendono difendere e tutelare un'eccellenza del paese. Come spiega il sindaco Roberto Ragnedda. «Già la settimana scorsa abbiamo presentato l'ennesima richiesta formale per avere dati certi sulle varie tempistiche di lavori, collaudi e consegne. Si tratta di una situazione incresciosa su cui siamo costantemente in monitoraggio, tant'è vero che anche la settimana prossima saremo a Sassari per parlare coi responsabili della Provincia, rimarcare la gravità della situazione e chiedere garanzie».

Il Comune anche l'anno scorso si attivò finanziando il servizio trasporti dall'hotel all'istituto. «L'Ipsar è un'eccellenza ed è nostra intenzione fare in modo che riprenda al meglio le sue attività».

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