Il turismo in Gallura va veloce ma per i lavoratori servono più regole e tutele
Il tema discusso nel quinto congresso provinciale della Filcams Cgil
Olbia Il boom del turismo in Gallura impone scelte forti nella tutela del lavoro e dei lavoratori. Un concetto potente, declinato scorrendo i dati record di un’estate indimenticabile per la Gallura, che emerge prepotentemente dal quinto congresso provinciale della Filcams Cgil della Gallura, svoltosi ieri al Jazz Hotel di Olbia: che ha confermato Danilo Deiana, il segretario uscente, alla guida del comparto che si rivolge ai settori del terziario, turismo e servizi. Molti gli argomenti in discussione e tanti temi di stretta attualità.
L’idea di fondo è il lavoro che cambia e si adegua ai tempi, almeno per quanto riguarda l’industria delle vacanze Filcams Cgil e Cgil Gallura intendono proporre un nuovo modello turistico che ha i suoi punti salienti sintetizzati in un vero e proprio Manifesto del lavoro nel turismo. «La base programmatica parte dall’assunto che i lavoratori manchino perché molte aziende propongono contratti inaccettabili, con 10 o 12 ore di lavoro al giorno, senza giorni di riposo – sottolinea Danilo Deiana, segretario Filcams Cgil Gallura, nel suo intervento –. Il 70% delle vertenze in Gallura riguardano proprio questi temi».
Per analizzare il boom della stagione 2022 si parte dai dati del turismo, che indicano come le imprese di alloggio e ristorazione attive nella ex provincia gallurese al 2021 sono state 2.458, in crescita rispetto alle 2.327 del 2019, anno prima della pandemia. La Gallura ha il 47% delle imprese di questo tipo del nord Sardegna, il 18% dell’intera isola. Gli alberghi, invece, sono 206, sei in più sui 200 del 2019. Il 67% degli hotel di tutto il nord Sardegna è in Gallura. Nel territorio gallurese sono poi presenti 20 alberghi a 5 stelle, di cui tre 5 stelle lusso in Costa Smeralda. Il 60% degli hotel di alta gamma dell’intera isola si trovano quindi in Gallura, che conta 33 hotel in questa fascia. In Gallura si conta poi il 48% delle attività di ristorazione del nord Sardegna, il 18% dell’intera regione.
Un sistema turistico collaudato, che si basa sull’enorme mole di arrivi negli scali di Olbia: tra giugno e settembre sono transitati negli aeroporti sardi 5,3 milioni di passeggeri, di questi 2 milioni solo ad Olbia, il 39% dei passeggeri arrivati nell’isola. Conferma eccellenza e numeri altisonanti anche la Costa Smeralda, con gli alberghi di Qatar Holding gestiti da Marriott International: il modello da sessant’anni ormai non conosce crisi e quest’estate sono state registrate qualcosa come 30 mila presenze in più rispetto al 2021, con una percentuale di occupazione, secondo i dati forniti nella relazione congressuale di Deiana, che si attesta al 67%, un lusinghiero +4% rispetto all’anno record 2019.
«Il nostro sforzo si rivolge a destagionalizzare e allungare la stagione, lo diciamo da decenni – sottolinea Deiana –. La soluzione potrebbe arrivare dai fondi del Pnrr, il sistema politico li deve utilizzare coinvolgendo le parti sociali, con idee e progetti, per allungare la stagione ridefinendo il sistema infrastrutturale e dei trasporti». Su questo fronte dalla Filcams Cgil arrivano due proposte forti per il futuro del turismo: una riguarda la creazione di un bollino di qualità per le imprese che rispettino i lavoratori. «Se un’impresa retribuisce regolarmente i propri dipendenti, se paga le ore effettivamente prestate, quell’azienda deve essere resa riconoscibile come virtuosa – spiega Danilo Deiana –. Poi vanno avviate campagne d’informazione dirette alla cittadinanza, in particolare studenti ed imprese, sui diritti ed obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza».
La seconda proposta riguarda la creazione di uno specifico ammortizzatore sociale per i lavoratori stagionali del turismo. «Proponiamo una nuova indennità di disoccupazione da affiancare alla Naspi, specifica per i lavoratori stagionali del turismo – spiega il segretario della Filcams Cgil gallurese -. Dovrà garantire un periodo di copertura sia in termini di indennità che di contribuzione previdenziale equivalente e proporzionale al periodo lavorato, in modo da favorire il contrasto al lavoro nero». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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