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Olbia

Interrogazione regionale

Olbia, fondi anti-alluvione in scadenza il 31 dicembre. Il Pd: «Ma le opere non sono state ancora appaltate»

di Serena Lullia

	Una delle immagini del disastro del Ciclone Cleopatra e il consigliere regionale Giuseppe Meloni 
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Una delle immagini del disastro del Ciclone Cleopatra e il consigliere regionale Giuseppe Meloni 

Il consigliere Meloni: «La condizione per non perdere i 151milioni dello Stato è l’assegnazione degli interventi alle imprese entro fine anno»

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Olbia Doveva essere una corsa con il turbo verso la messa in sicurezza della città. In mano i 151milioni di euro dello Stato per realizzare le opere anti-alluvione. Davanti la strada in discesa delle procedure semplificate. Allora il tempo entro cui spendere il prezioso gruzzolo sembrava un’eternità. Ma il 31 dicembre 2022 ora è dietro l’angolo. E le opere di mitigazione del rischio idraulico finanziate sono state appaltate solo in microscopica parte. Demolito qualche ponte tappo, riaperto qualche canale tombato, avviati analisi e carotaggi del terreno.

Domani saranno nove anni da quel terribile giorno che spezzò il cuore di Olbia. Il ciclone Cleopatra lasciò dietro di sé fango, distruzione, morte, lacrime. Gli olbiesi reagirono con dignità e coraggio. Giorno e notte, mani e piedi nel fango per ricominciare a vivere. Chiedendo alla classe politica di fare la sua parte. Mettere in sicurezza la città senza perdere tempo.

Ed è proprio il tempo che preoccupa il Partito democratico. Il Pd in consiglio regionale ha depositato un’ interrogazione al governatore Christian Solinas, primo firmatario il gallurese Giuseppe Meloni. Chiede di sapere se il Comune di Olbia, che da gennaio è delegato dalla Regione a eseguire le attività tecnico-amministrativo per la progettazione, l’affidamento dei lavori e l’esecuzione delle opere anti-alluvione «abbia ottemperato agli obblighi di cui alla convenzione stipulata il 3 gennaio 2022 per l’attuazione delle opere ti mitigazione del rischio idraulico e se il Comune sia nella condizione di giungere entro il 31 dicembre 2022 all'assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolante, individuata nell’aggiudicazione dell’appalto dei lavori».

La paura dei consiglieri regionali è che, senza una proroga da parte del Governo, si vada verso «il disimpegna automatico delle somme assegnate, provenienti dai Fondi di Sviluppo e coesione».

L’amministrazione Nizzi, dopo aver lavorato nei cinque anni dell’ultimo mandato per sostituire il Piano Mancini, odiato per le sue quattro vasche di laminazione, con il Piano Technital basato sul canale scolmatore, a gennaio ha ottenuto dalla Regione il via libera a occuparsi in modo diretto di realizzarlo. Prima dell’estate ha avviato la demolizione del ponte di via Veneto e a fine stagione ha ordinato l’abbattimento di quelli sul Gaddhuresu e sull’Ua Niedda. Partiti anche i sondaggi dei terreni in cui dovrà passare lo scolmatore di 12 chilometri e inviate le lettere per gli espropri. Ciò che manca, sottolinea il Pd, è l’aggiudicazione degli appalti delle opere di mitigazione. Condizione obbligatoria per non perdere le risorse.

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