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L'anniversario

Alluvione, il giorno del dolore: nove anni fa a Olbia l’inferno di fango

di Marco Bittau
Alluvione, il giorno del dolore: nove anni fa a Olbia l’inferno di fango

Il ricordo delle vittime. Si piange in silenzio nelle strade della tragedia. Il vescovo celebrerà una messa nella chiesa di San Michele Arcangelo

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Olbia Nove anni fa l’inferno di acqua e fango che ha lasciato sul campo morte e distruzione in Gallura. Travolte dalla piena morirono 13 persone, sei a Olbia, tre nella voragine di Monte Pino e quattro ad Arzachena. Per tutti, il 18 novembre sarà per sempre il giorno del dolore, ma per gli olbiesi è anche il confine invalicabile tra la città che era prima della tragedia e quella che è diventata dopo.

Stasera il nono anniversario sarà celebrato nella chiesa di San Michele Arcangelo. Alle 17 il vescovo Sebastiano Sanguinetti celebrerà una messa per commemorare le 13 vittime. Come sempre in questi anni, il giorno del dolore sarà vissuto in silenzio, senza cerimonie o commemorazioni ufficiali, se non quella religiosa. I due anni di pandemia hanno affievolito anche il bisogno di un momento di dolore condiviso, che aveva trovato la sua ragione d’essere in una fiaccolata nelle vie del fango. Era organizzata dal Movimento giovani Sardegna, ma l’ultimo post sul profilo Facebook è datato 2020. Poi nulla.

Anche l’Avis celebra oggi l’anniversario dell’alluvione con una raccolta straordinaria di sangue, dalle 8 alle 12.30 in via Dante, davanti al palazzo comunale.

Rileggere le cronache di quel terribile 18 novembre 2013 ancora oggi è come un pugno nello stomaco. Travolte dalla furia dell’acqua e del fango in via Belgio persero la vita la piccola Morgana Giagoni, 2 anni, e la mamma Patrizia Corona, di 42, inghiottite dall’acqua del canale mentre cercavano di rientrare a casa nell’auto guidata dal papà di Morgana e compagno di Patrizia, unico sopravvissuto a quella tragedia. Stessa sorte per Francesco Mazzoccu, 35 anni, e il suo piccolo Enrico di 4 anni, travolti da un fiume di fango mentre cercavano riparo su un muretto, a Raica, nella periferia di Olbia. Invece erano morte nella loro casa Anna Ragnedda, di 83 anni, allettata in via Lazio, e Maria Massa di 88 nella sua casa in via Romania. Tre i morti nella voragine aperta nella strada di Monte Pino: Bruno Fiore di 68 anni, Sebastiana Brundu di 61 e Maria Loriga di 54. Ad Arzachena, infine, un’intera famiglia era stata travolta dalla piena mentre dormiva: Isael Passoni, la moglie Cleide Mara Rodriguez, entrambi 42 anni, e i figli Weriston di 20 e Laine Kellen di 16.

Tutto consegnato alla storia, ma in questi nove anni ad alimentare la memoria ha pensato la cronaca: inchieste giudiziarie (una ancora in corso), processi (quello principale ha superato il secondo grado di giudizio e ora si andrà in Cassazione), ritardi nelle opere di ricostruzione (la strada di Monte Pino) e nella definizione del piano di prevenzione. In qualche mdo, è come se l’alluvione non fosse ancora finita.
 

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