Rapina a una prostituta a Olbia: il processo è da rifare
Annullata la sentenza di condanna a 4 anni di carcere per due giovani. Dieci anni fa avevano aggredito e picchiato una donna dopo un rapporto sessuale
Olbia Condannati a quattro anni di carcere per rapina e violenza nei confronti di una prostituta, due giovani di Olbia e Arzachena sono di nuovo liberi e immacolati dopo che la corte d’appello di Sassari ha annullato con un colpo di spugna la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Tempio. Processo da rifare visto che la corte ha rimandanto gli atti alla Procura di Tempio che ora dovrà riformulare la richiesta di rinvio a giudizio. Tutto da rifare e tempi lunghi, dunque, con i termini di prescrizione del reato che incombono.
La vicenda risale addirittura al 2012, dieci anni fa. Samuele Gala, allora ventenne, di Arzachena, insieme all’amico Marius Catalin Caramalau, classe 1974, romeno residente a Olbia, aveva optato per una “seratina” a luci rosse rimorchiando una prostituta per strada a Olbia. Le cose però non erano andate come i due speravano e il rapporto sessuale era stato consumato soltanto in parte oppure in modo non soddisfacente. Il risultato fu un litigio con la prostituta iniziato male e finito anche peggio con la ragazza pestata dai due giovani determinati a recuperare i soldi pagati. Insomma, una interpretazione a dir poco discutibile del principio commerciale del “soddisfatti o rimborsati”.
Il giudice monocratico del tribunale di Tempio il 4 maggio del 2021 aveva condannato pesantemente Gala e Caramalau: quattro anni di reclusione, e duemila euro di multa, oltre le spese legali e il risarcimento del danno alla vittima della violenza che si era costituita parte civile nel giudizio.
Ben diverso l’esito del processo d’appello, concluso con l’annullamento della sentenza di condanna, Processo da rifare, ha stabilito la corte d’appello, perché non doveva certo essere un giudice monocratico a giudicare su un reato così grave, piuttosto il tribunale in composizione collegiale. Tutto da rifare quindi e un profondo sospiro di sollievo per Samuele Gala (assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile) e Marius Catalin Caramalau (difeso dall’avvocato Edvige Baldino) che hanno rischiato seriamente di finire in carcere. «Non vi può essere responsabilità e non può esservi giustizia – il commento dell’avvocato Murrighile – se da prima non vengono osservate le regole del processo penale. Qui non si tratta solo e soltanto di una questione formale ma anche di sostanza. In ogni caso, anche nel merito della vicenda, io ho sempre sostenuto l’innocenza del mio assistito». (m.b.)
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